Non una veglia funebre, ma neppure una situazione rassicurante. La Fiera di Foggia ha bisogno di cure, ma non è un malato senza possibilità di guarigione. È questa l’immagine che ha accompagnato il convegno inaugurale della 74ª Fiera dell’Agricoltura, dedicato al futuro del quartiere fieristico e alle prospettive di recupero di un patrimonio strategico per l’intera Capitanata.
Al centro del confronto, non tanto il futuro delle manifestazioni fieristiche tradizionali, quanto la necessità di ripensare radicalmente gli spazi, superando il modello espositivo del passato e individuando nuove funzioni capaci di garantire una presenza attiva durante tutto l’anno. Sono intervenuti il commissario dell’Ente Fiera, Claudio Sottile, la sindaca di Foggia, Marida Episcopo, in rappresentanza del Comune, e il presidente della Camera di Commercio, Giuseppe Di Carlo. Assente per impegni istituzionali il presidente della Provincia, Giuseppe Nobiletti, che ha comunque confermato il proprio impegno a favore dell’Ente. Hanno contribuito al dibattito con idee e proposte la senatrice Gisella Naturale, il consigliere regionale Antonio Tutolo e il professor Antonio Stasi dell’Università di Foggia. L’ingegner Pippo Cavaliere ha illustrato lo stato dei lavori per il nuovo ingresso del quartiere fieristico e per la palazzina uffici. Sul futuro della Fiera è intervenuto anche il consigliere regionale Antonio Tutolo, richiamando la necessità di superare una stagione di commissariamento che si protrae da troppo tempo e di restituire all’Ente una guida capace di delineare prospettive concrete. Dal confronto è emersa una convergenza sulla necessità di restituire al complesso una prospettiva concreta di sviluppo. In questo quadro, i soci dell’Ente hanno espresso l’auspicio che si possa arrivare al superamento del commissariamento, aprendo una nuova fase nella gestione della struttura.
Tra le proposte più significative emerse durante il convegno c’è quella del presidente della Camera di Commercio, Giuseppe Di Carlo, che ha posto l’accento sulla necessità di attribuire al quartiere fieristico una nuova identità, proponendone la trasformazione in un hub per l’innovazione. L’obiettivo è realizzare un’infrastruttura capace di mettere in rete imprese, ricerca, istituzioni e nuove iniziative economiche, superando la dipendenza dalle sole manifestazioni periodiche. Una prospettiva che consentirebbe di fare della Fiera un luogo di incontro, progettazione e sviluppo, aperto alle esigenze del sistema produttivo e alle opportunità offerte dall’innovazione tecnologica. Anche il professor Antonio Stasi ha indicato una possibile strada per il recupero degli spazi, proponendo di valutare nuove forme di collaborazione con l’Università di Foggia. L’ipotesi è quella di valorizzare le competenze scientifiche e formative dell’Ateneo, mettendole in relazione con le potenzialità del quartiere fieristico e con le esigenze del territorio. Una prospettiva che potrebbe favorire nuove attività di ricerca e formazione, rafforzando il collegamento tra università, imprese e sistema produttivo e contribuendo a garantire agli spazi una presenza più stabile e continuativa. Le proposte di Di Carlo e Stasi, pur partendo da prospettive differenti, convergono sulla necessità di superare il modello del semplice contenitore di eventi. Il quartiere potrebbe diventare un luogo nel quale produrre conoscenza, favorire l’innovazione e creare nuove opportunità economiche per la Capitanata.
Il confronto ha riportato al centro anche la questione della governance dell’Ente Fiera. La sindaca Marida Episcopo e il presidente della Camera di Commercio Giuseppe Di Carlo, in rappresentanza di due dei soci fondatori, hanno partecipato al dibattito sul futuro della struttura, in un contesto nel quale emerge l’auspicio di superare la lunga fase commissariale. La conclusione del commissariamento rappresenterebbe un passaggio importante per aprire una nuova stagione, fondata su una prospettiva gestionale stabile e su una programmazione di medio-lungo periodo. Il lavoro svolto dall’attuale commissario, Claudio Sottile, e dai suoi predecessori ha consentito di mantenere in funzione l’Ente in una situazione complessa. La gestione straordinaria, tuttavia, non può sostituire indefinitamente una strategia condivisa e una governance orientata al futuro. Il superamento di questa fase dovrà accompagnarsi a condizioni economiche e amministrative adeguate, obiettivi verificabili e un programma di rilancio sostenuto dai soci e dalle istituzioni competenti.
Nel corso del convegno, l’ingegner Pippo Cavaliere ha illustrato lo stato dei lavori per il nuovo ingresso e la palazzina uffici, interventi importanti nel percorso di riqualificazione del complesso. Il recupero delle strutture, tuttavia, deve procedere parallelamente alla definizione delle nuove destinazioni d’uso. Sistemare gli edifici senza stabilire quali attività dovranno ospitare rischierebbe di lasciare irrisolto il problema principale: rendere il quartiere vivo, frequentato e produttivo durante tutto l’anno. La sfida è dunque duplice: riqualificare gli spazi e, nello stesso tempo, costruire un progetto capace di valorizzarli attraverso attività permanenti, ricerca, innovazione e servizi alle imprese.
Il convegno inaugurale della 74ª Fiera dell’Agricoltura ha riportato al centro una questione che riguarda non soltanto l’Ente, ma l’intera città e il territorio provinciale. La prospettiva emersa è quella di una Fiera che smetta di essere soltanto il luogo delle manifestazioni occasionali e diventi un’infrastruttura stabile per la ricerca, l’innovazione e lo sviluppo economico della Capitanata. Per raggiungere questo obiettivo serviranno visione, investimenti e decisioni tempestive. Le proposte sono sul tavolo; ora spetta alle istituzioni trasformarle in un piano concreto, con risorse, tempi e responsabilità definiti. Perché il tempo delle attese non può prolungarsi ancora. In chiusura, una nota di ottimismo affidata anche al tempo atmosferico. Dopo una lunga mattinata di pioggia, le precipitazioni si sono fermate poco prima dell’inaugurazione della Fiera. Una pioggia preziosa per l’agricoltura, che ha finito per risparmiare la manifestazione dedicata proprio al mondo agricolo. Un piccolo segnale beneaugurante per una Fiera che, nonostante le difficoltà, vuole continuare a occuparsi di agricoltura e del futuro della Capitanata.

