Città capoluogo

Foggia, in piazza Cavour un flash mob contro la violenza sulle donne

Alfredo Traiano: "Ci rivolgiamo soprattutto agli uomini, perché gli uomini devono prendere il coraggio di manifestare per i diritti delle proprie moglie, sorelle, figlie, madri".

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FOGGIA – Si è tenuto ieri sera, nei pressi del pronao della Villa Comunale, un evento intenso e condiviso organizzato dalla Consulta per la Parità e Pari Opportunità del Comune di Foggia e dalla Consigliera di Parità e Pari Opportunità della Provincia di Foggia, nell’ambito del programma dedicato alla Giornata contro la violenza sulle donne.

«Un appuntamento pubblico – spiegano gli organizzatori – che trasforma il rumore in un linguaggio di presenza e solidarietà, dedicato alle donne che hanno subito violenza e a tutte coloro che ogni giorno affrontano silenzi, paure, invisibilità». Molte le associazioni che del territorio hanno aderito all’iniziativa, formando una rete a sostegno della prevenzione e del contrasto alla violenza di genere. Ci sono anche figli e parenti di vittime di femminicidio, e la sindaca di Foggia, Maria Aida Episcopo.
«Il rumore che portiamo in piazza non è un semplice gesto simbolico: è una chiamata collettiva – commenta la consigliera di parità della provincia di Foggia Assunta di Matteo. «Possiamo affermare che Foggia è una città che non si volta dall’altra parte e che continua a lavorare, con determinazione, per garantire diritti, sicurezza e libertà alle donne», ha detto invece il consigliere comunale di Foggia con delega per le pari opportunità Mario Cagiano.

Intensa la testimonianza di Alfredo Traiano, figlio di Giovanna uccisa all’età di 25 anni dal marito il 21 febbraio del 2003: «Non vorrei mai che ci fossero altre vittime come mia madre ed altri orfani come me che vengono definiti orfani speciali ma in verità siamo vittime di femminicidio anche noi perché in un attimo perdiamo tutto. Oggi in piazza – ha continuato – ci rivolgiamo soprattutto agli uomini, non solo alle donne . Proprio perché gli uomini devono prendere il coraggio di scendere in piazza e manifestare per i diritti delle proprie moglie, sorelle, figlie, madri».

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