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Foggia: Giorno della Memoria, le iniziative della Fondazione

Foggia – Come ogni anno, il 27 gennaio, che coincide con il giorno della liberazione del campo di sterminio nazista di Auschwitz nel 1945, si celebra il Giorno della Memoria per ricordare le vittime dell’Olocausto. Quest’anno la Fondazione dei Monti Uniti di Foggia, unitamente alla Fondazione Musicalia, ha voluto partecipare con una propria iniziativa alla ricorrenza per ricordare e mantenere viva l’attenzione su ciò che è stato, affinché non abbia più a ripetersi. E lo fa attraverso lo strumento delle arti, musica e pittura.
Domenica 27 gennaio 2019, infatti, alle ore 10:30, nella sede della Fondazione, in via Arpi 152, ci sarà un concerto di musiche di John Williams tratte dal film Schindler’s List di Steven Spielberg, affidate all’interpretazione di Laura Aprile (violino) e Nunzio Aprile (pianoforte). Si tratta, come è noto, di melodie che partecipano con immediatezza, in chi ascolta, il dolore, il tormento, l’angoscia dei perseguitati ma anche la loro dignità e speranza.
Il concerto precederà l’inaugurazione della mostraImmaginare l’orrendo. La Shoah nei dipinti di Nick Petruccelli”. Si tratta di 38 opere, realizzate a partire dal 2005 dall’artista di San Marco in Lamis, dedicate alla Shoah ma anche ad altre follie umane, dure e crudeli, come le Foibe, quasi a voler rimarcare la convinzione che la disumanità può assumere molte forme e anche molti connotati ideologici.
Con queste opere, Nick Petruccelli ha allestito periodicamente mostre, in particolare nelle scuole, per sensibilizzare al drammatico tema le nuove generazioni, affinché possano costruire una umanità nuova. Tre delle opere in mostra sono state esposte, il Giorno della Memoria dello scorso anno, presso il Museo della Shoah di Roma, in Via del Portico d’Ottavia 29.
La mostra rimarrà aperta fino al 15 febbraio (tutti i giorni, escluso i festivi) ed è corredata di un opuscolo che riproduce le opere accompagnandole con una ricca antologia critica.
Nick Petruccelli è nato nel 1940 a San Marco in Lamis, dove  attualmente vive e lavora. Nel 1960 emigra dapprima in Germania (Colonia) e successivamente in Australia. Qui, sotto la guida del fratello Peter (anch’egli artista), lavora e frequenta contemporaneamente, nelle ore serali, una scuola d’arte, la Technical School di Melbourne, impadronendosi di numerose tecniche, dalla ceramica alla pittura alla scultura. Dopo cinque anni, conseguito il diploma, torna in Italia dedicandosi completamente all’attività artistica, traendo ispirazione per le sue opere dalle radici profonde della sua terra d’origine, il Gargano.
A partire  dal 1969 sviluppa infatti una ricerca espressiva, volta alla esplorazione archetipica della  spiritualità, che chiama  “spiritualità arcaica”,  sperimentando le tecniche e i materiali più innovativi. Inizia anche ad esporre in mostre personali e collettive in numerose città, sia in Italia che all’estero (Melbourne) e realizza numerose opere scultoree, soprattutto di arte sacra, per edifici pubblici e religiosi, tra cui, oltre quelle presenti nel Convento-Santuario di San Matteo, a San Marco in Lamis,  un reliquiario in noce esposto nella Cappella del Transito della Basilica di Santa Maria Maggiore in Assisi e un grande Cristo in legno di noce che campeggia nella Sala del Consiglio della Regione Puglia, a Bari.
Nel 1980 ha fondato e finanziato un importante laboratorio d’arte con il coinvolgimento di numerosi giovani talenti che successivamente si sono affermati in campo artistico. Negli anni 90 ha realizzato una serie di opere ascrivibili al “Geometrico astratto”, in cui ha sottolineato la disumanizzazione delle metropoli contemporanee.  Dal 2005 ha  invece dipinto  una serie di tele volte a denunciare il dramma e la follia della Shoah e delle Foibe. Con esse ha allestito periodicamente mostre, in particolare nelle scuole, per sensibilizzare al drammatico tema le nuove generazioni, affinché possano costruire una umanità nuova.
Da ultimo, ha cercato di coniugare arte contemporanea ed arte sacra in un ciclo pittorico ,“Tempo ed eternità”, nel quale ha utilizzato materiale di risulta (motori fusi, ingranaggi dentati, gomme d’auto bruciate, ecc.) assemblato sulla tela con effetti di luce e di colore in una prospettiva di speranza e di salvezza. Nel 2011 ha partecipato alla Biennale internazionale d’arte di Firenze (Fortezza da basso) e nel 2013 ha tenuto una personale a New York, allo Studio 522, curata da Veronica Santi, con il patrocinio dell’Istituto di Cultura italiana, inserita nel ciclo “Italian Wave” che celebrava nel 2013 l’anno della cultura italiana negli Stati Uniti.  Il 27 gennaio 2018, nell’ambito della Giornata della memoria, tre sue opere sono state esposte al Museo della Shoah di Roma, in Via del Portico d’Ottavia 29.
In ultima sintesi, i lavori di Nick Petruccelli “evocano, in una iterazione ossessiva costruita con i ‘relitti’ della società de consumi, la follia umana nelle sue espressioni più crudeli, rendono manifesto il dolore del Cristo nel tempo ed esprimono l’esigenza di un rinnovamento spirituale ed umanistico al quale anche l’arte può contribuire” (G.C.).
Della sua opera si sono occupati numerosi critici e studiosi, tra cui Jospeh Tusiani, Leonardo Aucello, Michele Campione, Mirella Casamassima, Matteo Coco, Gaetano Cristino, Sergio D’Amaro, Gabriele De Cata, Antonio Del Vecchio, Amedeo Gravina, Giovanni Lauriola, p. Angelo M. Marracino, Antonio Motta, Katia Ricci, Cosma Siani, Giuseppe Soccio, Cristian Talesco, Antonio Todisco, p. Mario Villani.
 
 

Redazione

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