Sindacato

Foggia, Filcams Cgil e Fisascat Cisl: «Più tutele per gli addetti alla sicurezza e all’antitaccheggio»

Dopo l’episodio all’Ipercoop, i sindacati denunciano i rischi affrontati quotidianamente dai lavoratori tra minacce, aggressioni e vuoti normativi.

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FOGGIA – Il recente episodio di cronaca verificatosi all’Ipercoop di Foggia riporta l’attenzione sulle condizioni di lavoro e sulle tutele degli addetti alla vigilanza, all’antitaccheggio e ai servizi di investigazione privata nella grande distribuzione organizzata. Filcams Cgil e Fisascat Cisl di Foggia chiedono maggiore protezione per lavoratrici e lavoratori che ogni giorno svolgono attività di controllo, prevenzione dei furti e tutela del patrimonio aziendale, spesso esposti a situazioni di tensione, minacce e aggressioni. I sindacati riconoscono le difficoltà sociali ed economiche che possono essere alla base di determinati episodi, ma sottolineano che queste non possono giustificare intimidazioni o comportamenti aggressivi nei confronti di chi svolge il proprio lavoro

Gli operatori della sicurezza e dell’antitaccheggio, così come gli addetti alle casse, possono trovarsi a gestire situazioni delicate senza disporre di strumenti adeguati per affrontare eventuali episodi di illegalità. In particolare, chi interviene per prevenire o segnalare un furto rischia di subire minacce e aggressioni, con possibili conseguenze anche sulla propria incolumità. «Non possiamo accettare che nella nostra città la sicurezza nei centri commerciali e nei supermercati ricada interamente sulle spalle di lavoratrici e lavoratori, costretti a scegliere tra la propria sicurezza personale e lo svolgimento del proprio dovere», dichiarano Filcams Cgil e Fisascat Cisl. Secondo le organizzazioni sindacali, gli addetti si trovano spesso a operare senza specifiche tutele giuridiche commisurate alle responsabilità che sono chiamati ad affrontare, esponendosi a rischi personali e legali.

Un ulteriore problema riguarda il rapporto con le aziende committenti. I sindacati segnalano casi in cui, dopo essere intervenuti in situazioni analoghe, alcuni lavoratori avrebbero rischiato anche il posto di lavoro, perché considerati non graditi dalla committenza o accusati di aver agito in maniera non corretta o sproporzionata. Per Filcams Cgil e Fisascat Cisl è necessario evitare che la gestione di episodi critici si traduca in una penalizzazione per chi opera nel rispetto delle proprie mansioni. Il bisogno economico di chi commette un furto, sottolineano, non può diventare una giustificazione per minacciare impunemente gli addetti alla sicurezza. I due sindacati confermano infine il proprio impegno al fianco degli operatori della vigilanza privata e dei servizi di sicurezza del territorio, chiedendo che la legalità nei luoghi di lavoro sia accompagnata dal rispetto dei diritti e della dignità di chi lavora. «Non esistono diritti di serie A e di serie B. Anche questi lavoratori svolgono la propria attività per garantire a sé stessi e alle proprie famiglie un sostentamento: un’esigenza fondamentale che merita rispetto e tutela». (foto Confcommercio)

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