Le donne foggiane che “non mollano”: dal disagio sociale all’autoimprenditorialità

Donne foggiane che non mollano e che vogliono reinventarsi

Foggia Reporter

Foggia – Angela, Lucia, Viviana, Fausta, Leonarda, Valentina, Daniela. Sono questi alcuni dei nomi delle donne foggiane che ‘non mollano’, quelle che, nonostante tutto, vogliono continuare a inseguire un ‘sogno’ e a realizzarlo.

Con queste parole si è rivolta a loro oggi la Consigliera di Parità della Provincia di Foggia, Antonietta Colasanto,  presentando il nuovo corso di formazione per “Operatrice per la lavorazione dei prodotti da forno e di pasticceria” avviato in sinergia con ‘Donne Impresa’ di Confartigianato Foggia, nell’ambito del Programma “Io non mollo – Capitanata” che punta a sostenere le donne della provincia di Foggia che vivono una condizione di disagio attraverso la formazione per l’autoimpiego e l’autoimprenditorialità.

Nella sala giunta di Palazzo Dogana, alla presenza della Consigliera nazionale di Parità, Franca Bagni Cipriani, della vice-direttora di Confartigianato Foggia, Alessia Di Franza, e di Ombretta Altamura, imprenditrice titolare della ‘Sweet Lab’ (una delle due imprese coinvolte nel progetto), erano presenti le 15 allieve foggiane che parteciperanno al nuovo corso di formazione incentrato, questa volta, sui temi dell’arte culinaria, dalla panificazione all’artigianato dolciario.

Donne diverse, età diverse (dai 20 ai 50 anni), storie diverse, accomunate tutte dallo stesso filo rosso: la violenza, intesa non solo come violenza fisica, ma anche come stato di prostrazione psicologica e marginalizzazione economica.

“Donne che intendono ricominciare, reinventarsi, riscattarsi, selezionate in collaborazione con i CAV (Centri antiviolenza) e le associazioni rosa alle quali, per svariati motivi, ciascuna di loro nel corso delle vita si è rivolta” ha spiegato Antonietta Colasanto, “donne alle quali diamo oggi una nuova possibilità, quella di acquisire capacità organizzative, di leadership e di gestione delle risorse umane per poter agire ed operare strategicamente nel mercato. Ma soprattutto le supportiamo nell’acquisizione di autostima per facilitare il riscatto da una condizione di violenza e di disagio sociale”.

L’Addetto pasticciere o panettiere è una figura professionale sempre più richiesta dal mercato. L’idea progettuale nasce anche dall’esperienza di Confartigianato che, attraverso “Donna Impresa”, promuove e sostiene politiche di genere per lo sviluppo dell’autoimprenditoria al femminile sul territorio.

“Confartigianato si presta sempre ad intraprendere un ascolto attivo delle situazioni di disagio” ha spiegato Alessia Di Franza, che ha evidenziato come “gli strumenti per la promozione dell’autoimprenditorialità esistono, bisogna semplicemente conoscerli ed anche a questo sarà finalizzato il nostro intervento”.

Il corso, della durata di 100 ore prenderà ufficialmente il via il prossmo 26 novembre e consta di due parti, una teorica da svolgersi presso la sede dell’Ente di Formazione di Confartigianato Foggia; l’altra pratica, da svolgersi presso due aziende locali eccellenze del territorio foggiano, la ‘Sweet Lab’ di Ombretta Altamura e ‘’Tenuta Fujanera’ di Giusy Albano.

Le competenze fondamentali della figura professionale delineata riguardano la conoscenza delle materie prime, in termini di qualità alimentare, e il processo globale di trasformazione e lavorazione, per la produzione di pane, grissini, pasta e prodotti di pasticceria (dolce e salata).

Durante il corso saranno sviluppate le competenze necessarie alla produzione di semilavorati, tecniche per la produzione di impasti, tecniche di lavorazione e cottura e saranno altresì approfondite le tecniche per la conservazione e l’immagazzinamento dei prodotti, per il confezionamento e l’etichettatura, per il trasporto e per la vendita al consumatore finale.

“Ringrazio questa città e questa provincia così accoglienti e che offrono sempre nuovi stimoli per ciò che concerne i contesti più marginali” ha detto Franca Bagni Cipriani, Consigliera nazionale di Parità, alla quale sono state affidate le conclusioni.

“Questo progetto centra in un colpo solo tutti gli obiettivi che noi ci prefiggiamo nel nostro lavoro, ossia lo sviluppo occupazionale femminile, il riscatto dalla violenza, le pari opportunità, l’autoimprenditorialità. In altre parole, la libertà. A queste donne, vessate da un’esistenza sino ad oggi non facile, auguro buona vita. La differenza la fa chi siamo, cosa vogliamo, cosa sogniamo”.