Foggia diventa capitale dell’imprenditorialità giovanile: l’Ateneo apre le porte al futuro e fa rete con il territorio

La tappa pugliese dei Campionati di Imprenditorialità organizzati da JA Italia, per la prima volta, ha scelto la città di Foggia come quartier generale dell’innovazione giovanile.
Due giornate – l’11 maggio presso la Camera di Commercio e il 13 maggio tra le mura dell’Ateneo – che hanno trasformato la città dauna in una banchina di lancio per cinquanta mini-imprese create da studenti arrivati da ogni angolo della regione. Sedici scuole, decine di professori, professionisti prestati all’insegnamento (i cosiddetti Dream Coach), ex alunni e imprenditori, tutti seduti allo stesso tavolo per ridisegnare l’idea stessa di “fare scuola”.
Se la prima giornata ha gettato le basi istituzionali, è all’Università di Foggia che l’evento ha preso la forma di una vera e propria festa delle idee. Merito di una scommessa vinta dalle delegate del Rettore all’Orientamento e Placement, le professoresse Daniela Dato e Mariangela Caroprese. Insieme ai loro team, hanno scelto di non limitarsi a “ospitare” un evento, ma di aprire letteralmente le porte dell’accademia per farne un luogo di contaminazione.

L’orientamento universitario, spesso ridotto a una sterile distribuzione di brochure e piani di studio, ha preso qui le sembianze di un’esperienza viva. Lo si è capito chiaramente durante il Teachers Work Cafè, uno spazio informale nato per far dialogare presidi, docenti e istituzioni. Intorno a un caffè, si è parlato di competenze trasversali, di futuro e di come colmare quel vuoto che troppo spesso separa la fine della scuola superiore dall’inizio del percorso universitario o lavorativo.
A muovere i fili di questa macchina organizzativa è stata una rete fitta e affiatata. Accanto a JA Italia – rappresentata sul campo dal lavoro di Marina D’Ambrosio e del suo team – ha giocato un ruolo chiave l’ecosistema educativo di “Economia in Azione”.
Scuola, università, istituzioni e mondo delle imprese hanno smesso per due giorni di parlarsi a distanza e hanno iniziato a collaborare concretamente.

Cosa resta a Foggia dopo questi Campionati? Resta la sensazione che i giovani non abbiano solo bisogno di risposte sul futuro, ma di spazi fisici e mentali in cui poter sbagliare, progettare e, soprattutto, essere protagonisti. E l’Università, quest’anno, ha dimostrato di voler essere esattamente quello spazio.

