Foggia, De Sabato: emendamento per estendere la crisi agricola e mozione per salvare la facilitazione digitale
Il capogruppo di Progetto Concittadino propone di estendere il riconoscimento della crisi a tutto il comparto agricolo della Capitanata e chiede di garantire la continuità del servizio digitale a rischio dal 15 novembre.

FOGGIA – Due iniziative presentate in Consiglio comunale da Antonio De Sabato, capogruppo di Progetto Concittadino Foggia, riguardano la crisi dell’agricoltura e il futuro del servizio di facilitazione digitale.
Con i consiglieri Antonio Mancini e Antonello Di Paola, De Sabato ha presentato un emendamento per estendere il riconoscimento della crisi, inizialmente riferito all’olivicoltura, all’intero comparto agricolo e agroalimentare della Capitanata. L’obiettivo è sollecitare interventi straordinari a tutela di imprese, lavoratori e filiere produttive, con misure contro le pratiche commerciali sleali e le speculazioni e maggiori garanzie sulla concorrenza con le importazioni.
La seconda iniziativa è una mozione, sottoscritta da sette consiglieri e protocollata il 18 settembre, per scongiurare l’interruzione del servizio di facilitazione digitale finanziato dal PNRR. Il servizio, che assiste i cittadini nell’accesso ai servizi online della pubblica amministrazione, rischia di fermarsi il 15 novembre. Per garantirne la continuità, De Sabato indica un fabbisogno di circa 120mila euro e chiede al Comune di individuare risorse e strumenti amministrativi adeguati, tutelando anche le sei professionalità coinvolte.
«Abbiamo digitalizzato i diritti, ma non abbiamo garantito a tutti gli strumenti per esercitarli», afferma De Sabato, evidenziando le difficoltà che anziani e persone con minori competenze digitali possono incontrare nell’utilizzo di servizi essenziali. Per il capogruppo di Progetto Concittadino, le due proposte rispondono a una medesima esigenza: sostenere chi lavora e produce e impedire che i cittadini più fragili restino esclusi dai servizi. «Non può esserci sviluppo senza giustizia sociale e non può esserci innovazione senza inclusione», conclude.

