Cronaca

Foggia, la costringeva a rapporti sessuali: “Così ho fatto arrestare il mio ex”

Foggia – Anni di maltrattamenti, minacce, insulti, botte. Dietro le decine di mattinali che raccontano le operazioni di carabinieri e polizia ci sono volti, storie, drammi e sofferenze. L’ultimo intervento delle forze dell’ordine, in provincia di Foggia, è avvenuto appena una settimana fa, quando Rita – nome di fantasia per tutelare la privacy della denunciante – dopo anni di vessazioni e due querele ha detto basta agli abusi del suo aguzzino, che ora si trova agli arresti domiciliari.

Tutto è iniziato nel 2013, Rita era appena maggiorenne ed incontra l’amore. La sua storia procede veloce con il compagno e da lui ha una figlia: “Una volta sono scappata di casa a causa delle botte, ero piccola, non ce la facevo più. Mi recai dalla polizia per denunciare”. Da allora un buco di qualche anno, i due si allontanano, “per il bene della bambina, nel 2015, ci siamo riavvicinati”. Solo che le brutte abitudini sono rimaste intatte.

“I suoi atteggiamenti- racconta Rita- sono sempre stati discutibili, ma non ritenevo di essere in pericolo di vita fino a quando non mi sono accorta di aver sottovalutato la situazione e la persona che avevo di fronte”. Tutto infatti precipita nel 2019. Un anno intero di maltrattamenti, puntualmente descritti nella denuncia che Rita ha presentato al comando dei carabinieri della sua città. La forza delle intimidazioni è diventata sempre più consistente: “Voleva ad ogni costo costringermi a restare con lui nonostante spesso gli dicevo che l’amore non era corrisposto.

Nel frattempo venivo costretta ad avere rapporti sessuali con lui e al mio rifiuto partivano minacce di morte a me e alla mia famiglia”. Tutto finito nel dossier presentato ai militari, ai quali Rita ha consegnato anche screenshot delle minacce di morte arrivate tramite telefono. A questo si è poi aggiunta la gelosia, un crescendo di richieste e di accuse culminate in violenza: “Mi impediva perfino scire con mia figlia per andare al parco. Dieci giorni fa siamo andati tutti e tre a cena per il suo compleanno.

Ha iniziato a chiedermi il cellulare, voleva controllare se qualcuno mi scrivesse. Siamo finiti in una via isolata di campagna, mi ha dato dei pugni, ho avuto paura”, ha racconta Rita ai carabinieri. “A quel punto la bambina ha reagito tirando uno schiaffo al padre, io sono uscita dall’auto chiedendo aiuto. Lui si è calmato e ci ha riportate a casa”.

Quella perversa normalità è terminata la settimana scorsa, in un apparente giorno come tanti e a seguito di un atteggiamento violento come tanti: “È stato questo l’episodio che mi ha spinto a denunciare presso i carabinieri- racconta Rita- che subito mi hanno ascoltata ed aiutata. Mia figlia impaurita da tutta questa situazione mi ha implorato di farci aiutare da qualcuno”. 

Perché, continua la donna, il timore è sempre stato che quella violenza fosse dirottata verso la loro figlia, che già nei mesi scorsi ha avuto un’audizione in commissariato con uno psicologo.  “Ad oggi non posso dire di essere tranquilla perché so che non è tutto finito, ma spero con tutta me stessa di non essere la prossima vittima di femminicidio. Ad oggi non riesco ad immaginare il mio futuro, anzi lo immagino: un futuro fatto di paure. Non mi resta che sperare”, dice Rita.

L’ultimo incontro col suo ex è stato sedato dalle forze dell’ordine. Agghiaccianti le ultime parole che l’uomo ha rivolto a quella che fu la sua compagna: “Io ti sfregio con l’acido, di te resteranno solo gli anelli che consegneranno ai tuoi genitori: ti ammazzo. Anche se chiami i carabinieri, quando esco ti ammazzo ugualmente”.

“Un appello vorrei farlo a tutte quelle donne vittime come me: denunciate! Bisogna combattere in ogni modo, bisogna aver fiducia nelle autorità anche se la paura vi assale. Spero che questa mia testimonianza possa far prendere coraggio a qualche donna disperata come me”, conclude Rita.

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