Cultura e territorio

Foggia, 28 aprile 1898: la Rivoluzione del pane

Foggia – Il 28 aprile 1898 la città di Foggia fu teatro di una vera e propria rivolta popolare, la cosiddetta “Rivoluzione del pane“.

Questa rivolta foggiana anticipò, anche se in modo sicuramente meno violento, quanto sarebbe successo a Milano dopo pochi giorni, dal 6 al 9 maggio.

Nel 1898 la crisi economica nel nostro Paese era molto pesante e le scelte del governo finirono per inasprire sempre di più gli animi delle classi meno abbienti delle varie regioni italiane.

Gli italiani ormai stanchi e sofferenti per l’aumento del costo del grano (e quindi del pane) non rimasero in silenzio e diedero vita a numerose forme di protesta che culminarono nel noto eccidio di Miliano. I moti popolari del 1898 furono la dura e disperata risposta alle gravissime condizioni sociali in cui versava il popolo italiano.

Di quei moti rivoluzionari si ricordano, purtroppo, le tragiche cannonate e gli spari ordinati dal generale Bava Beccaris, comandante del Corpo d’armata, sulla folla. Tra il 6 e il 9 maggio morirono oltre 80 manifestanti.

Episodio analogo ma fortunatamente senza vittime si ebbe a Foggia, alcuni giorni prima del cosiddetto eccidio di Milano, il 28 aprile 1898. All’epoca la vita in città non era per niente facile e, come nel resto d’Italia, si respirava un grande malumore.

Inoltre, il capoluogo dauno aveva bisogno di importante bonifiche, di acqua e di un sistema fognario. A guidare la rivoluzione foggiana fu una donna, Filomena Cicchetti, conosciuta da tutti come “Zia Monica”.

Il primo obiettivo della protesta foggiana fu Palazzo Dogana, sede della Prefettura e dell’Ispettorato di Pubblica Sicurezza, dove il sindaco dell’epoca Emilio Perrone cercò di calmare gli animi dei suoi concittadini.

Il popolo esasperato però non si fermò, si spinse fino al Municipio dando fuoco ad alcuni ambienti, le fiamme divorarono in particolar modo l’archivio. Andarono distrutti tantissimi documenti riguardanti la storia della città.

Considerata la fame, la miseria e la difficile situazione i manifestanti decisero di svuotare i Magazzini Generali della città.

A differenza di quanto avvenne a Milano, per fortuna, a Foggia non si verifiò l’analoga carneficina, il 78° Reggimento fanteria presente nel capoluogo dauno non ricevette un simile comando dal Capitano Bonfante.

Quello del 28 aprile 1898 è stato sicuramente uno dei momenti più intensi e bui della nostra città in cui una donna assunse pieni poteri mostrandosi come una combattente intraprendente pronta a tutto per la sua città.

Fonte: Storia di Foggia di Leonardo Scopece

Redazione

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