Agricoltura

Filiera del pomodoro del Centro-Sud, appello per garantire il giusto valore alle produzioni agricole

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FOGGIA – Su iniziativa dell’ANICAV – Associazione Nazionale Industriali Conservieri – si è svolto a Foggia un incontro con le Organizzazioni di Produttori operanti nel bacino Centro-Sud Italia, finalizzato alla definizione di un’intesa sulla determinazione del prezzo medio di riferimento del pomodoro per la campagna di trasformazione 2026. A rappresentare l’ANICAV erano presenti il Presidente Marco Serafini, i Vicepresidenti Torrente e Sica e il rappresentante del Comitato Territoriale D’Acunzi; per la componente agricola hanno partecipato quasi tutte le Organizzazioni di Produttori del bacino Centro-Meridionale. Nel corso dell’incontro è stata affrontata la complessa situazione che il comparto del pomodoro trasformato sta vivendo a livello geopolitico ed economico, con particolare riferimento all’aumento degli investimenti nel bacino Centro-Nord e alle criticità irrigue che interessano il territorio foggiano a causa della tardiva disponibilità idrica negli invasi del Consorzio di Bonifica di Capitanata. La componente industriale ha formulato una proposta economica pari a 135 euro/tonnellata per il pomodoro tondo e 140 euro/tonnellata per il pomodoro lungo, quali prezzi medi di riferimento sui quali applicare successivamente le griglie qualitative previste dai contratti. Di contro, la parte agricola, in maniera unanime e responsabile, pur a fronte dell’incontrollato aumento dei costi di produzione – in particolare fertilizzanti, prodotti antiparassitari e gasolio agricolo – ha ribadito la necessità di riconoscere valori adeguati alla sostenibilità economica delle aziende agricole. Il COMITATO DEL BACINO CENTROMERIDIONALE DEL POMODORO ritiene pertanto indispensabile che il prezzo medio di riferimento venga fissato a:
● 150 euro/tonnellata per il pomodoro tondo
● 160 euro/tonnellata per il pomodoro lungo
Tali valori rappresentano una soglia minima necessaria per garantire continuità produttiva, qualità delle coltivazioni e tenuta economica dell’intera filiera agricola del Mezzogiorno. Il Comitato evidenzia inoltre come ANICAV, erroneamente, tenda ad avvicinare il costo del pomodoro tondo a quello del pomodoro lungo, senza considerare che il pomodoro lungo possiede caratteristiche varietali e una destinazione culinaria completamente differenti, con impieghi industriali e commerciali specifici che ne determinano un maggiore valore di mercato. La componente agricola conferma comunque la propria disponibilità al dialogo e al confronto costruttivo, nella convinzione che solo attraverso un accordo equilibrato e rispettoso del lavoro agricolo si possa tutelare il futuro della filiera del pomodoro da industria nel bacino Centro-Sud Italia.

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