Sono oltre 12 milioni e tengono in piedi il welfare familiare: baby-sitting, aiuto economico e trasmissione di valori.
Il 2 ottobre si celebra in tutta Italia la Festa dei Nonni. Una data non casuale: coincide con la memoria liturgica degli Angeli Custodi, figure che nella tradizione cattolica vegliano e proteggono. Un parallelismo voluto dal Parlamento italiano quando, nel 2005, ha istituito ufficialmente la Giornata Nazionale dei Nonni per riconoscere il loro ruolo fondamentale nella società.
Un ruolo che negli Stati Uniti viene celebrato dal 1978 e nel Regno Unito dal 1990, ma che in Italia ha un peso specifico unico in Europa.
Secondo gli ultimi dati Istat, in Italia ci sono oltre 12 milioni di nonni, circa un italiano su cinque. Più del 90% degli over 65 ha almeno un nipote. L’età media per diventare nonni è di 54 anni per gli uomini e 57 per le donne, e ogni bambino oggi in Italia può contare, in media, su cinque nonni.
Non sono solo una presenza affettiva. Sono il vero pilastro del welfare familiare.
I nonni italiani contribuiscono con oltre 38,2 miliardi di euro ai bilanci delle famiglie. Oltre a fare da baby-sitter, sostengono economicamente i figli per comprare vestiti, giochi, libri, pagare la scuola, le attività dei nipoti, ma anche il mutuo, l’affitto o semplicemente la spesa.
Un’elaborazione Uecoop su dati Istat stima che i nonni e le loro pensioni tengano in piedi i bilanci di oltre 2,7 milioni di famiglie italiane che non possono contare su altre fonti di aiuto.
L’aiuto più diffuso resta la cura dei nipoti. Secondo Coldiretti, nel 60% delle famiglie con almeno un nonno, il contributo riguarda proprio l’accudimento dei figli, sostituendo le baby-sitter, accompagnandoli a scuola o alle attività pomeridiane. Il 32% fornisce un sostegno diretto al bilancio familiare, l’8% offre un aiuto lavorativo nelle attività di famiglia.
Un impegno che esplode d’estate: oltre 7 milioni di nonni accolgono e accudiscono circa il 40% dei nipoti sotto i 13 anni mentre i genitori lavorano, colmando le carenze di asili nido e servizi scolastici.
L’Italia, infatti, è il Paese europeo con la più alta percentuale di anziani che giornalmente si occupano di un piccolo nipote.
Ma il loro valore non si misura solo in ore ed euro. In una società che invecchia – gli over 65 sono oltre il 23% della popolazione e si stima che entro il 2050 sarà un italiano su tre – i nonni sono trasmettitori di memoria, di tradizioni, di un’educazione emotiva che nessun servizio può sostituire.
Sono, come li definisce la legge istitutiva della Festa, “angeli custodi” che offrono supporto emotivo, stabilità e quel legame intergenerazionale che tiene unite le famiglie.
Per questo, il 2 ottobre non è solo una festa di rito. È l’occasione per dire grazie a chi, silenziosamente, tiene in piedi il Paese.
