Cronaca

Femminicidio di Filomena Bruno: i parenti fanno causa ai Carabinieri

“Le misure di protezione messe in campo per Filomena Bruno furono insufficienti e comunque non furono quelle previste dalla legge cosiddetta ‘codice-rosso'”.
   

A sostenerlo sono i familiari della donna uccisa a coltellate il 28 ottobre scorso a Orta Nova dal 36enne Cristoforo Aghilar, ex compagno della figlia della vittima, i quali hanno deciso di fare causa all’Arma dei Carabinieri e quindi di citare in giudizio i Ministeri della Difesa e della Giustizia.

A renderlo noto è il legale della famiglia, Michele Sodrio, che parla di “negligenze” nella gestione del caso nei giorni precedenti l’omicidio.

“I familiari – afferma Sodrio – denunciano che Filomena Bruno dovesse essere collocata in una struttura protetta, le cosiddette case-rifugio, espressamente previste dalla legge per la protezione delle donne vittime di violenze.
   

Figli, madre e fratelli della vittima ricordano che Aghilar, già nei giorni e nelle settimane precedenti, aveva pesantemente e ripetutamente minacciato tutta la famiglia della Bruno”.

Filomena è morta per difendere sua figlia. E’ stata accoltellata più volte davanti agli occhi dell’anziana madre. È stata la 72esima vittima di femminicidio in Italia dall’inizio del 2019.

Ricordiamo che l’uomo che ha tolto la vita a Filomena Bruno era detenuto per reati contro il patrimonio, in particolare per alcuni assalti ai bancomat. Aghilar era ossessionato dal pensiero di riconquistare la figlia di Filomena e, una settimana prima dell’omicidio, questa sua disperata e feroce ossessione lo aveva portato a minacciare con una pistola l’ex suocera per ottenere notizie sulla ragazza.

Per questo motivo, Filomena negli ultimi giorni era andata a dormire a casa dall’anziana madre ed era stata sottoposta a misure di vigilanza dai Carabinieri di Orta Nova, con l’obbligo di comunicare ai militari ogni spostamento.

Cristoforo Aghilar nel settembre scorso era evaso dai domiciliari ed era fuggito in Germania con la 21enne fidanzata, la figlia di Filomena. Una volta arrivati in Germania, però, la ragazza si sarebbe accorta del carattere violento dell’uomo.

I famigliari, venuti a conoscenza dello stato di paura in cui viveva la ragazza, l’avrebbero convinta a tornare in Italia e ad abbandonare il fidanzato. Si arriva poi alla minaccia subita dalla donna e al tragico epilogo.

La protezione da parte dei Carabinieri è stata, quindi, insufficiente? Si attendono gli sviluppi della causa che sicuramente proseguirà con un vero e proprio processo civile.

Fonte: Ansa

Redazione

Foggiareporter.it è il quotidiano online della Provincia di Foggia. Cronaca, eventi, politica e sport dalla Capitanata. Leggi tutti i nostri articoli.

Articoli correlati

Back to top button
Close

Sostenerci è facile

Per favore, disabilita AdBlock