
FOGGIA – La presentazione del docufilm “La Meraviglia del Mondo”, dedicato a Federico II di Svevia e interpretato da Riccardo Scamarcio, accende il dibattito sul ruolo della Capitanata nella valorizzazione del patrimonio federiciano pugliese. A intervenire è il consigliere comunale di Foggia e vicepresidente della Commissione Cultura, Antonio De Sabato, che pur esprimendo apprezzamento per l’iniziativa, evidenzia l’assenza del territorio foggiano tra le principali location coinvolte nel progetto.
Secondo De Sabato, il documentario rappresenta un’importante occasione per promuovere la figura dello Stupor Mundi e la storia medievale della Puglia. Tuttavia, desta perplessità il fatto che nel racconto trovino spazio luoghi simbolo come Castel del Monte, Bari, Andria e Barletta, mentre la Capitanata appare sostanzialmente esclusa, nonostante il profondo legame storico che unisce queste terre all’imperatore svevo.
«Fu proprio nel Tavoliere che Federico II costruì una parte essenziale della sua visione politica ed economica», sottolinea De Sabato, ricordando come Foggia ospitasse una delle principali sedi della corte imperiale, mentre Lucera divenne il centro di una straordinaria esperienza di convivenza culturale. A Castel Fiorentino, inoltre, si concluse la vita dell’imperatore.
L’esponente politico chiarisce di non voler alimentare polemiche nei confronti della produzione, ma invita a trasformare la questione in un’opportunità di rilancio culturale. Per questo rivolge un appello all’assessora regionale al Turismo, Graziamaria Starace, affinché si promuova un confronto sul patrimonio federiciano della Capitanata e sul suo inserimento nelle future strategie di valorizzazione turistica regionale.
Da questa riflessione nasce anche una proposta più ambiziosa: la candidatura del “Paesaggio Culturale Federiciano del Tavoliere delle Puglie” a patrimonio mondiale UNESCO. Un progetto che potrebbe mettere in rete luoghi simbolo come Foggia, Lucera, Castel Fiorentino, Torre Alemanna, Manfredonia, il sistema dei tratturi e il paesaggio agrario del Tavoliere.
«La Capitanata non chiede riconoscimenti per campanilismo – conclude De Sabato – ma il giusto riconoscimento di una parte fondamentale della storia della Puglia e dell’Europa. Se oggi un film dedicato a Federico II restituisce l’immagine di una Capitanata assente, forse è arrivato il momento di costruire un progetto che la riporti al centro della narrazione culturale che merita».

