FOGGIA – Una mozione per chiedere all’Amministrazione comunale di Foggia di intervenire prima della scadenza prevista a novembre e garantire la continuità del servizio di facilitazione digitale, insieme alla permanenza delle sei professionalità attualmente impegnate, è stata sottoscritta dai consiglieri Antonio De Sabato, Carmine Di Chiara, Francesco Salemme, Francesco Strippoli, Mario Dal Maso, Antonio Di Paola, Antonio Mancini e Antonio Rizzi.
Il servizio, nato grazie ai fondi del PNRR, ha accompagnato in questi mesi numerosi cittadini nell’accesso ai servizi digitali della Pubblica amministrazione. La sua possibile conclusione è stata discussa anche in Commissione Politiche Sociali, dove, riferisce De Sabato, il funzionario Helman Evangelista ha evidenziato il rischio di una chiusura legata all’esaurimento delle risorse disponibili.
«Parliamo di un servizio che oggi è ancora più necessario – sottolinea De Sabato – perché sempre più domande per contributi, agevolazioni, bandi e servizi del Comune, dell’INPS e della Pubblica amministrazione passano attraverso procedure digitali. Per molti cittadini, soprattutto anziani, persone fragili e chi ha minori competenze informatiche, il digitale rischia di diventare una barriera».
La mozione richiama anche il valore delle sei professionalità già formate e con esperienza sul campo. «Sono competenze che rappresentano ormai un patrimonio per lo stesso Comune – afferma De Sabato – e disperdere questo capitale umano sarebbe un controsenso».
I consiglieri chiedono quindi a sindaca e Giunta di avviare con urgenza una ricognizione delle risorse e degli strumenti amministrativi disponibili per proseguire il servizio. La somma necessaria, secondo le prime valutazioni, sarebbe di circa 120 mila euro.
«Non chiediamo di inventare un nuovo servizio né di finanziare una nuova sperimentazione – conclude De Sabato – ma di non cancellare qualcosa che già esiste, funziona e aiuta concretamente i foggiani. Il PNRR non può esaurirsi insieme ai finanziamenti. Se un investimento pubblico ha prodotto competenze e servizi utili alla comunità, bisogna provare a renderli patrimonio stabile della città». (foto Comun edi san Benedetto Po)
