Sanità

Emergenza 118 : in Capitanata solo 31 medici su 110, i sindaci del Gargano chiedono interventi immediati

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FOGGIA – L’estate porta migliaia di turisti sulle coste pugliesi, ma l’emergenza sanitaria continua a fare i conti con una grave carenza di personale, soprattutto nel servizio di emergenza-urgenza 118. Una situazione particolarmente critica in provincia di Foggia, dove il numero dei medici in servizio è ben al di sotto della pianta organica prevista.

In tutta la Puglia i medici del 118 sono 181, a fronte di un fabbisogno di 547 unità. Ancora più allarmante il dato della Capitanata: su 110 professionisti previsti, ne risultano operativi soltanto 31. Una carenza che si fa sentire soprattutto sul Gargano, dove durante la stagione estiva la popolazione aumenta sensibilmente e alcune postazioni strategiche, come Rodi Garganico, Peschici e Mattinata, dispongono di un solo medico per presidio.

Per garantire la continuità del servizio sono stati autorizzati turni di 12 ore, ma nella pratica molti sanitari lavorano anche per 24 ore consecutive per evitare che le ambulanze restino senza medico a bordo. Nonostante questo sacrificio, in alcune fasce orarie diversi mezzi di soccorso risultano privi di personale medico, con inevitabili ripercussioni sui tempi di intervento e sulla sicurezza dei pazienti. Per questo i sindaci di Vico del Gargano, Rodi Garganico, Ischitella, Carpino, Cagnano Varano, Isole Tremiti, Peschici e Vieste hanno chiesto alla Regione Puglia di approvare senza ulteriori ritardi il Piano straordinario dell’emergenza-urgenza predisposto dall’Asl Foggia, già condiviso nella Conferenza dei sindaci del 4 giugno ma ancora in attesa del via libera definitivo.

Nella lettera inviata all’assessore regionale alla Sanità, Donato Pentassuglia, i primi cittadini definiscono il piano «l’unica risposta concreta» per rafforzare il sistema dei soccorsi in un territorio che ogni estate accoglie milioni di visitatori e registra un forte aumento delle richieste di intervento. «Non c’è più spazio per lungaggini burocratiche o rinvii – scrivono –. Serve un immediato atto di responsabilità istituzionale: il Gargano non può essere lasciato indietro quando è in gioco la tutela della vita umana».

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