
BARI – Altro che corsa senza freni: il Rapporto 2025 dell’Osservatorio economico di Aforisma (School of Future) restituisce l’immagine di una Puglia che rallenta, con segnali strutturali di affaticamento che incrinano la narrazione ottimistica degli ultimi anni. Il documento è stato presentato a Bari, nella sala consiliare del Comune, e offre una lettura severa ma necessaria dello stato dell’economia regionale.
I numeri parlano chiaro. Nei primi nove mesi del 2025 l’export pugliese arretra dello 0,76%, interrompendo una lunga fase espansiva. Ancora più preoccupante il fronte occupazionale: tra il 2024 e il 2025 sono scomparsi quasi 10mila posti di lavoro, pari a un calo dello 0,93%. Un’inversione di tendenza che segnala fragilità non episodiche, ma radicate.
Eppure, nel quadro generale, la Puglia resta un attore rilevante del Mezzogiorno: contribuisce per il 21,6% al tessuto produttivo meridionale ed è seconda solo alla Campania per numero di imprese. Una forza quantitativa che, tuttavia, non si traduce automaticamente in qualità dello sviluppo né in capacità di trattenere capitale umano.
È proprio qui che emerge la crepa più profonda. Quarantamila studenti pugliesi sono iscritti in università fuori regione, e non è detto che tornino in Puglia. Il tema non è solo accademico, ma sociale ed economico: denatalità, migrazione giovanile e impoverimento delle famiglie restano nodi irrisolti e interconnessi. Il messaggio del report è netto: senza politiche mirate e tempestive, il rischio è una crescita apparente, incapace di reggere agli shock e di costruire futuro.

