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Deliceto, il Consiglio di Stato condanna il Comune: 31mila euro di spese e rischio risarcimenti

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DELICETO – Nell’ultima seduta del Consiglio Comunale del 27 novembre 2025, l’assemblea ha preso atto della decisione definitiva del Consiglio di Stato sul contenzioso relativo alla revoca di un permesso a costruire rilasciato a una ditta locale. La sentenza è stata completamente sfavorevole al Comune di Deliceto e apre ora scenari economici molto pesanti per l’ente.

Il Consiglio di Stato ha confermato quanto già stabilito dal TAR: il Comune ha annullato il permesso in autotutela oltre il limite massimo dei 18 mesi previsti dalla legge. Di conseguenza, il titolo edilizio originario risulta definitivamente legittimo. Alla soccombenza si aggiungono costi rilevanti: 11.000 euro di spese legali da rimborsare alla controparte, oltre ai 20.000 euro già spesi dal Comune per la propria difesa nei due gradi di giudizio.

Il totale supera i 31.000 euro, una cifra che – come sottolineato dai consiglieri – ricade interamente sulla comunità delicetana. A sollevare critiche è il gruppo di minoranza Deliceto Protagonista, che parla apertamente di “gestione fallimentare” dell’intera vicenda. Secondo i consiglieri, il primo atto di annullamento – poi giudicato irregolare – sarebbe stato firmato da un tecnico di fiducia dell’Amministrazione e non dal responsabile del procedimento, contribuendo ai vizi che hanno portato alla condanna.

Dopo il primo giudizio sfavorevole, l’Amministrazione avrebbe ulteriormente aggravato la situazione emanando nel marzo 2021 un nuovo provvedimento, ancora una volta oltre i termini, e decidendo comunque di proseguire con l’appello. Una scelta ritenuta “inutile e dannosa”, che ha solo aumentato le spese senza offrire alcuna possibilità concreta di ribaltare l’esito.

Il gruppo di minoranza avverte che i 31mila euro già certi potrebbero essere solo “la punta dell’iceberg”: la ditta potrebbe infatti chiedere un risarcimento danni, con conseguenze pesantissime per il bilancio comunale. Inoltre, il ritardo nel pagamento delle spese processuali potrebbe generare ulteriori oneri che la Corte dei Conti non riconosce come giustificabili.

Era davvero necessario arrivare a questo punto, esponendo il Comune a un danno economico così grave? Chi risponderà del maggiore esborso?” chiede Deliceto Protagonista, che sollecita maggiore trasparenza, responsabilità e una gestione più attenta delle risorse pubbliche.

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