Decreto montagna, La Salandra replica alle polemiche: “Nessun taglio al Gargano e ai Monti Dauni, solo criteri chiari e più risorse mirate”

ROMA – L’onorevole Giandonato La Salandra interviene nel dibattito sulla nuova Legge nazionale sulla montagna (n.131/2025), respingendo le polemiche e gli allarmismi che, a suo dire, stanno creando confusione soprattutto nei territori del Gargano e dei Monti Dauni. La norma, spiega il deputato foggiano, non cancella la montagna né penalizza il Mezzogiorno, ma dà finalmente attuazione all’articolo 44 della Costituzione, introducendo criteri oggettivi e misurabili per la classificazione dei comuni montani.
L’obiettivo del Governo è razionalizzare un elenco che negli anni si era ampliato in modo eccessivo, includendo centri privi di reali caratteristiche montane, così da indirizzare meglio le risorse. Secondo La Salandra, i dati dimostrano anzi un incremento dell’attenzione verso il Sud, Puglia compresa, e ricordano gli investimenti nelle aree interne: 8,8 miliardi di euro del PNRR, pari a circa il 5% della dotazione nazionale.
Il parlamentare sottolinea inoltre la disponibilità del Governo a valutare ulteriori situazioni particolari, portando i comuni montani a circa 2.900, segno di apertura al confronto con i territori. “Le aree interne e la montagna – conclude – meritano politiche serie e basate sui dati, non slogan o allarmismi che rischiano solo di danneggiare le comunità”.

