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Dall'Università di Foggia un omaggio alla Capitale europea "Matera 2019"

Foggia – Un modo per rendere omaggio a Matera 2019, Capitale Europea della Cultura: un omaggio che lascerà evidenti tracce, dal momento che sarà celebrato in uno dei teatri più frequentati e popolari di Roma. Nell’ambito del ciclo di incontri “Luci sull’archeologia” – la cui quinta edizione, dal tema “Roma verso l’Europa”, è in corso di svolgimento dallo scorso 13 gennaio appunto al Teatro Argentina di Roma – domenica 7 aprile alle 11,00 è in programma l’ultima conferenza del ciclo, e a tenerla tra gli altri sarà anche la prof.ssa Maria Luisa Marchi dell’Università di Foggia. Impegnata in una relazione sul tema Venosa e Grumento, luci sulle città romane”, la prof. Marchi si occuperà soprattutto della trasformazione del territorio.

«Si tratta di una lettura del processo di cambiamento, dal mondo indigeno (Daunio e Lucano) a quello romano – argomenta la prof.ssa Maria Luisa Marchi, ricercatrice di Topografia antica al Dipartimento di Studi umanistici. Lettere, Beni culturali e Scienze della Formazione dell’Università di Foggia –, da un “mondo di non città” alle colonie romane tra trasformazioni e conservazioni. Le due città, Venosa e Grumento, sorgono in contesti diversi ma simili e rappresentano attraverso edifici e monumenti un nuovo modo di vivere ed abitare. Si cercherà, quindi di condurre gli spettatori, attraverso un breve excursus a Venosa, nei luoghi di Orazio, che li proietterà nella Lucania del poeta romano, permettendoci così di intravederla e ricostruirla attraverso i suoi versi, nei paesaggi dell’età di Augusto».

L’occasione offerta alla prof.ssa Maria Luisa Marchi, e di riflesso all’Università di Foggia, è molto prestigiosa se si considerano il successo scientifico e divulgativo della rassegna “Luci sull’archeologia” e la platea a cui abitualmente è rivolta. Non a caso l’appuntamento conclusivo della rassegna “Roma verso l’Europa – L’Impero Romano all’origine culturale e civile del Continente” è considerato dagli organizzatori un omaggio a Matera 2019, Capitale Europea della Cultura.

«Un modo – aggiunge la prof.ssa Maria Luisa Marchi – di conferire anche una precisa e severa connotazione storica al territorio che è stato festeggiato da tutto il mondo come Capitale Europea della Cultura, ed al quale è stato in realtà dato poco risalto rispetto al vasto patrimonio archeologico regionale e soprattutto in riferimento al grande battage informativo e pubblicitario seguiti alla proclamazione di Matera 2019. Sono molto felice ed orgogliosa di essere stata chiamata a rappresentare la mia Università all’interno di una cornice così prestigiosa».

L’incontro del 7 aprile, che come detto chiude la rassegna, sotto il titolo “La Lucania Romana – Omaggio a Matera Capitale Europea della Cultura 2019″ conterrà anche gli interventi del dott. Andreas M. Steiner (direttore dei mensili Archeo e Medeioevo); del dott. Antonio Calbi (già direttore del Teatro di Roma e Sovrintendente Fondazione INDA di Siracusa); appunto quello della prof.ssa Maria Luisa Marchi (docente anche presso la Scuola di specializzazione in Beni Archeologici di Matera, Università della Basilicata); del prof. Antonio Marchetta (docente di Lingua e Letteratura Latina all’Università La Sapienza di Roma, che interverrà sul tema “Orazio e le sue origini Lucano-Apule”); e infine quello del prof. Claudio Strinati (storico dell’arte, che invece interverrà su “L’idea del monumento aere perennius nella storia della civiltà occidentale”).

Redazione

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