Dall’Ucraina a Manfredonia: la lettera di Tetiana che ringrazia e guarda al futuro
Ha messo nero su bianco l’emozioni provate in un anno e dieci mesi in cui con la sua famiglia è stata beneficiaria del progetto SAI

MANFREDONIAUna lettera per ringraziare tutta l’equipe del progetto Sai di Manfredonia. Un’attestazione di stima e di affetto per coordinatore, operatori e operatrici, educatrice, assistente sociale, insegnante di italiano, psicologa «e tutte le persone che ogni giorno lavorano con impegno e con il cuore in questo progetto». Tetiana Morzevska ha messo nero su bianco le sue emozioni, quello che ha provato in un anno e dieci mesi in cui con sua madre Olha e suo figlio Danyl è stata tra i beneficiari del progetto SAI – Sistema Accoglienza Integrazione promosso dal Comune di Manfredonia e gestito dalla cooperativa sociale Medtraining. «Grazie per averci accolti, accompagnati e sostenuti durante questa fase della nostra vita».
Tetiana è andata via dal suo Paese, dall’Ucraina, a causa della guerra. Originaria della città di Ternopil, ha fatto il dottorato a Kyiv. Nella città sipontina ha ripreso il cammino ed oggi che il percorso nel SAI è terminato, lei e la sua famiglia hanno raggiunto un ottimo livello di autonomia, tanto che hanno trovato casa a Foggia, la città in cui Tetiana svolge attività di collaborazione con l’Università degli Studi di Foggia nell’ambito del progetto Erasmus. Oltre a scrivere e leggere la lettera, Tetiana ha condiviso con l’equipe del SAI anche una torta realizzata da un’altra beneficiaria ucraina. «Quando siamo entrati nel progetto SAI, per noi tutto era nuovo. Non conoscevamo la lingua italiana, non avevamo i documenti necessari e non conoscevamo bene la cultura, le regole e la vita di questo territorio. Avevamo tante domande, tante preoccupazioni e molta incertezza per il futuro. Oggi, quando il nostro percorso nel progetto è arrivato alla fine, guardiamo indietro e vediamo quanta strada abbiamo fatto insieme a voi».
Per la donna ucraina e la sua famiglia non ci sono dubbi: dall’esperienza nel progetto SAI di Manfredonia «usciamo più autonome, più sicure e molto più integrate nella vita italiana. Stiamo imparando la lingua, conosciamo la cultura e il territorio e soprattutto abbiamo imparato a sentirci parte di questa realtà. Oggi abbiamo tutti i documenti necessari per continuare il nostro percorso in Italia. Siamo riusciti a sostituire la mia patente di guida ucraina con quella italiana. Ho ricevuto il certificato CIMEA di verifica del mio diploma di laurea magistrale in Psicologia e Mediazione. Sono risultati molto importanti per la mia autonomia, per il mio futuro professionale e per la stabilità della nostra famiglia». Ma ciò che per Tetiana rivesta un’importanza maggiore va oltre un aiuto «fatto di documenti, pratiche e appuntamenti. Siete stati accanto a noi nei momenti più difficili. In quei momenti – scrive Tetiana – abbiamo capito che il SAI non era solo un progetto. Era un luogo dove potevamo trovare ascolto, comprensione, rispetto, pazienza e calore umano. Ognuno di voi, in modo diverso, ha lasciato qualcosa nella nostra vita. Quando siamo arrivate, avevamo bisogno di aiuto per quasi tutto. Oggi usciamo dal progetto sapendo di poter continuare il nostro cammino con maggiore autonomia e fiducia. E forse questo è il risultato più bello del vostro lavoro: aiutare una persona non soltanto nel momento del bisogno, ma darle gli strumenti per poter andare avanti con le proprie forze».
Per Tetiana, quindi, non ci sono dubbi: «In questo anno e dieci mesi abbiamo ricevuto molto di più di un aiuto pratico. Abbiamo ricevuto accoglienza, abbiamo ricevuto sicurezza nei momenti di paura. Abbiamo ricevuto sostegno nei momenti di difficoltà. E abbiamo ricevuto la possibilità di ricominciare. Oggi lasciamo il progetto con emozione e anche con un po’ di tristezza, perché salutare persone che sono state parte della nostra vita per così tanto tempo non è facile. Ma andiamo avanti portando con noi una grande gratitudine e un affetto speciale per Manfredonia e per l’Italia. Il SAI resterà per sempre una parte importante della nostra storia italiana». Il sogno di Tetiana e della sua famiglia è quello di restare nel nostro territorio. «Voglio iscrivermi e frequentare il corso di laurea in Mediazione linguistica e interculturale all’Università di Bari, perché in futuro mi piacerebbe lavorare con i rifugiati, aiutare nell’accoglienza e nell’integrazione chi viene da fuori, come è successo a me. Un’azione – conclude Tetiana – che nasce anche dall’esperienza che sto vivendo a contatto con gli studenti Erasmus che vengono qui a Foggia, seguendo ragazzi e ragazze in tutto ciò che serve nella loro permanenza nella nostra comunità».

