
FOGGIA – È la storia di Orlando Camino, 26enne peruviano, al centro dell’articolo firmato da Emiliano Moccia per il sito online del consorzio “Oltre, la rete di imprese”. Arrivato in Italia con la moglie e la figlia dopo aver lasciato il Perù a causa di minacce legate al suo lavoro, oggi Orlando è uno dei beneficiari del progetto SAI (Sistema di Accoglienza e Integrazione) tra Cerignola e Stornarella.
Inserito nella “Palestra delle Autonomie”, il giovane lavora allo Slow Park di Foggia, dove svolge attività di manutenzione con un contratto regolare, acquisendo competenze utili per il futuro. Un’esperienza che rappresenta per lui un passo fondamentale verso l’autonomia e l’integrazione. Quasi laureato in Ingegneria Ambientale, Orlando sogna di completare gli studi e costruirsi una nuova vita, continuando nel frattempo a formarsi anche attraverso corsi per adulti. La sua esperienza personale ha cambiato profondamente anche la sua visione dell’immigrazione, trasformandola da diffidenza a consapevolezza e comprensione delle difficoltà che spingono molte persone a lasciare il proprio Paese.

