Dalla Yale University a Foggia: la prima mondiale in forma scenica di “Marina” al Teatro Giordano
Foggia ritrova la sua opera perduta dopo 138 anni

Dalla Frederick R. Koch Collection della Beinecke Rare Book and Manuscript Library della Yale University a Foggia. È il viaggio incredibile di Marina, la prima opera di Umberto Giordano, che dopo 138 anni di oblio ha avuto la sua prima mondiale in forma scenica il 5 giugno 2026 al Teatro Umberto Giordano di Foggia, come evento di apertura del GIO Festival – Giordano International Opera Festival.
A ricordarlo è Luciano Magaldi Sardella, Contributing ” Review of Books” Critic, London School of Economics (LSE).
Il progetto è stato ideato da Gianna Fratta e dalla direzione artistica del GIO Festival per trasformare Foggia, il Tavoliere, i Monti Dauni e il Gargano in un palcoscenico diffuso dedicato al compositore foggiano, sul modello dei grandi festival di Verdi, Rossini e Bellini.
La partitura scomparsa
- Il ventunenne Umberto Giordano partecipa al Concorso Sonzogno di Milano con Marina, melodramma in un atto. Su 72 concorrenti, si piazza tra i primi dodici. Il premio va alla Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni. Giordano ottiene una menzione d’onore, ritira la partitura e ne ricicla parte della musica nella successiva Mala Vita (1892). Dopo la sua morte, nel 1948, il manoscritto scompare e finisce, del tutto legalmente, catalogato e dimenticato nella collezione di Yale.
A riportarla alla luce è stato il musicologo e direttore d’orchestra Andreas Gies che, studiando le opere di Leoncavallo, ha individuato la partitura autografa nel catalogo online di Yale. Insieme al collega sanseverese Emanuele d’Angelo, Gies ha curato una rigorosa edizione critica che ha restituito leggibilità all’opera.
Dopo la prima assoluta in forma di concerto al Teatro Dal Verme di Milano nel febbraio 2026 – lo stesso teatro che vide gli esordi di Puccini e Leoncavallo – incisa dal vivo da Decca Classics con Eleonora Buratto nel ruolo del titolo e Freddie De Tommaso come Giorgio, lodata da Gramophone e dal Times di Londra, Marina è finalmente tornata a casa.
Foggia se la riprende
Il 5 giugno 2026, al Teatro Umberto Giordano, la prima scenica mondiale. Regia di Giandomenico Vaccari, che ha trasposto l’azione all’epoca della Prima Guerra Mondiale, direzione di Matteo Dal Maso, vincitore del Donatella Flick LSO Conducting Competition, e Valeria Sepe nel ruolo di Marina.
Un evento storico per una città che dà il nome al suo Teatro e al suo Conservatorio, ma che fino ad oggi era l’unica tra le città dei grandi operisti italiani senza un festival interamente dedicato al suo compositore.
Il GIO Festival, dal 5 al 20 giugno, si è diffuso in 16 giorni e oltre 20 eventi in sette comuni della Capitanata – Foggia, Manfredonia, Peschici, Vieste, Biccari, Roseto Valfortore e Torremaggiore – unendo opera, jazz, cinema e danza.
Il finale: l’opera come intervento urbano
La sera del 20 giugno 2026, tredici tir sono entrati in Piazza Cavour a Foggia da Milano. Trasportavano l’intero apparato produttivo del Teatro alla Scala. La piazza si è trasformata in un teatro a cielo aperto per Andrea Chénier di Umberto Giordano, diretto da Gianna Fratta con Maria Agresta e Jorge de León, davanti a migliaia di cittadini. L’opera di un rivoluzionario, esplosa nell’aria d’estate della città dove Giordano è nato.
Un’operazione di teatro di prossimità che ha dimostrato cosa può fare un manoscritto: trasformare un archivio dimenticato in un motore di sviluppo economico e turistico per il territorio, con percorsi a enigmi di Confcommercio, menù a tema giordaniano e QR code con avatar digitale del compositore.
Marina è stata perduta per 138 anni. Per riportarla indietro sono bastati sei mesi, una tessera di biblioteca e un festival.

