Da Foggia al Giappone e agli Usa: AraBat accelera sul riciclo green delle batterie

FOGGIA – La startup foggiana AraBat, nata nel 2022 da un team pugliese guidato dal CEO Raffaele Nacchiero, sta vivendo nel 2026 un anno di forte espansione internazionale. L’azienda ha brevettato una tecnologia che utilizza biomasse naturali, come le bucce d’arancia, per recuperare in modo sostenibile litio, nichel, cobalto e altre materie prime critiche dalle batterie e dai rifiuti elettronici.
Dopo importanti premi nazionali e internazionali, AraBat ha siglato un accordo con la multinazionale giapponese Taiyo Yuden per sviluppare nuove applicazioni della tecnologia nel recupero di metalli critici e terre rare.
Un altro passaggio decisivo è la vittoria della misura regionale TecnoNidi, con il finanziamento destinato alla realizzazione del primo impianto pilota proprietario a Tecnopolis, a Valenzano, previsto entro la fine del 2026. L’impianto potrà trattare fino a circa 1.000 chilogrammi annui di batterie al litio in ingresso.
La crescita internazionale è culminata con la costituzione della società negli Stati Uniti e la selezione per Techstars Tokyo 2026, tra appena 12 startup scelte su candidature provenienti da oltre 100 Paesi. L’ingresso nell’acceleratore porta anche un investimento pre-seed di 120mila dollari e fa salire oltre quota 600mila dollari le risorse complessivamente raccolte tra investimenti, grant e premi.
Da startup nata a Foggia a realtà deeptech con ambizioni globali: AraBat punta ora a trasformare la propria tecnologia in una soluzione industriale per una delle grandi sfide dell’economia europea, quella del recupero delle materie prime critiche e della riduzione della dipendenza dalle importazioni.

