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Da Bruxelles a San Giovanni Rotondo un impegno comune per la fragilità per abbattere i muri della burocrazia

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Rimettere la persona al centro, soprattutto chi si trova in condizioni di fragilità, per trasformare la vulnerabilità in un’occasione di ricchezza collettiva. È questo il fulcro profondo del dibattito svoltosi questa mattina a San Giovanni Rotondo dove cittadini, associazioni e rappresentanti istituzionali si sono riuniti per un momento di ascolto e confronto concreto dedicato interamente al mondo della disabilità.

L’incontro, inserito nella cornice del progetto politico “Progetto Futuro” della candidata sindaco Floriana Natale, ha delineato una visione in cui le barriere non sono solo quelle architettoniche, ma spesso quelle ben più insidiose della burocrazia e della solitudine istituzionale che colpiscono le famiglie. Un ponte ideale – e operativo – che unisce la realtà di San Giovanni Rotondo direttamente a Bruxelles, grazie a una sinergia che mira a tradurre i diritti scritti sulle carte europee in azioni quotidiane e tangibili sul territorio.

La comunità di San Giovanni Rotondo parte da una posizione per certi versi fortunata, potendo contare su una realtà variegata ed eccellente dal punto di vista dell’offerta di supporto. Strutture di rilievo assoluto, come la Fondazione dei Centri di Riabilitazione Padre Pio e gli “Angeli di Padre Pio”, insieme al Centro Valori, rappresentano pilastri storici del territorio. Accanto a questi colossi del sociale, batte il cuore di un tessuto associativo instancabile: realtà come l’APS degli Amici di San Pio e l’associazione “Il mondo che vorremmo”, alle quali oggi si sono une altre voci autorevoli del panorama provinciale e regionale, tra cui Monica Mantovano presidente di ARS e FIDAPA Manfredonia e Miriam Ventura presidente dell’associazione Puzzle d’amore di Foggia.

Ad aprire la sessione operativa, carica di emozione e determinazione empatica, è stata Floriana Natale, candidata sindaco per la coalizione “Progetto Futuro”. Il suo intervento ha toccato le corde della prossimità umana, rifiutando logiche puramente utilitaristiche per rimettere al centro i bisogni reali della cittadinanza.

“Ho sempre dato spazio alle disabilità: bisogna fare rete e mettere le persone al centro. Sottolineo le persone, i cittadini con le loro esigenze, e noi amministratori dobbiamo fare attenzione ai bisogni. San Giovanni Rotondo ha un valore aggiunto e voglio essere vicino alle famiglie bisognose di esigenze particolari. Voglio dare spazio all’ascolto, voglio fare del pratico per integrare questi ragazzi proprio in virtù delle richieste delle famiglie. Voglio fare un programma concreto senza le solite promesse. Lavoreremo in sinergia tra famiglie e la realtà Europea tramite l’onorevole Gemma. Credo di partire avvantaggiata con la nostra sensibilità, che paga dal punto di vista umano e non economico, e mi circonderò di persone che hanno la mia stessa sensibilità” afferma Natale.

A raccogliere questa sfida e a proiettarla nello scenario internazionale è stata l’onorevole Chiara Gemma, europarlamentare di Fratelli d’Italia e docente universitaria, da tempo in prima linea a Bruxelles per l’inclusione sociale. Il suo intervento ha svelato la necessità di una politica che sappia guardare alla vulnerabilità non come un limite, ma come un valore costitutivo dell’Europa stessa.

 “La disabilità in Europa è un tema che non è annoverato sempre nell’agenda politica. Parlare della persona al centro di un paese come San Giovanni Rotondo è un’occasione per essere tutti più ricchi. Di fronte a questo tema l’Europa si definisce vulnerabile, declinata però in diversi modi. Loro hanno bisogno di rispetto, hanno bisogno di risposte. L’Europa dà tante risposte con tante direttive e risoluzioni normative, soprattutto il Pilastro europeo dei diritti sociali o la Strategia europea per le persone con disabilità; però le regole non devono restare sulla carta, dobbiamo attuare delle iniziative” dice Gemma.

L’onorevole ha illustrato come questa filosofia si traduca in azioni concrete all’interno del suo stesso mandato europeo. Ha raccontato con orgoglio la scelta di aprire il proprio ufficio parlamentare a tirocini riservati esclusivamente a giovani con disabilità, i quali si sono dimostrati straordinariamente responsabili durante tutto il percorso, lanciando la proposta che ogni eurodeputato riservi obbligatoriamente almeno un posto a questi ragazzi .

Tra i progetti di respiro internazionale portati avanti, spicca l’iniziativa “Arte per tutti e con tutti”, una mostra itinerante che coinvolge 26  disabili e artisti, provenienti da tutti i paesi della Comunità Europea: la tela viene dipinta a metà da ciascuno, diventando uno spazio fisico e simbolico di incontro tra le differenze. Un’analoga esperienza di inclusione pura ha visto l’unione di 43 musicisti con disabilità esibirsi direttamente all’interno del Parlamento Europeo.

Infine, l’onorevole ha posto un forte accento sulla centralità dei caregiver familiari, definendoli come “figure invisibili” all’interno del tessuto sociale, per i quali sta portando avanti una battaglia per ottenere un pieno riconoscimento giuridico ed economico in tutti gli Stati membri dell’Unione.

L’incontro si è concluso con un appello unanime alla coesione e alla cooperazione: per intercettare le necessità di una comunità fragile non servono interventi isolati, ma serve fare squadra, creando una vera e propria rete umana ed istituzionale.

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