Crisi comparto ovicaprino: senatrice Naturale delusa da risposta sottosegretario alla sua interrogazione
“Soliti tavoli di confronto e null’altro di concreto”, il commento della senatrice.

ROMA – “Priva di risposte concrete al comparto”. E’ il commento della senatrice del Movimento 5 Stelle, Gisella Naturale, rispetto alla replica ricevuta dal sottosegretario La Pietra dopo l’interrogazione, in 9° Commissione, a prima firma proprio di Naturale insieme a un gruppo di senatori pentastellati, in cui si chiedono risposte al ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste sul preoccupante trend del settore ovicaprino italiano, interessato da un crollo generalizzato dei prezzi del latte a fronte di costi di produzione sempre più crescenti, con un impatto complessivo che mette a repentaglio la stabilità non solo della filiera ma anche delle attività indirettamente connesse, e una forte concentrazione del potere contrattuale sul segmento della trasformazione e della commercializzazione.
Nell’interrogazione si chiede al ministro quali strumenti di sostegno straordinario al comparto intenda approntare nel breve periodo; quali misure urgenti e strutturali si vogliano adottare per contrastare il crollo dei prezzi e per garantire agli allevatori una remunerazione equa e correlata ai reali costi di produzione; se si ritenga non più procrastinabile l’individuazione di soluzioni durature per il riequilibrio del mercato del latte ovino e caprino, anello strategico della filiera agroalimentare italiana e comparto certamente meritevole di maggiore attenzione anche al fine di salvaguardare il patrimonio zootecnico nazionale e la pratica millenaria della transumanza.
“Il sottosegretario La Pietra ha risposto in Commissione alla mia interrogazione – esordisce la senatrice Naturale nel suo commento al testo ricevuto dal Masaf -. Conforta che il Governo ben conosca le problematiche del settore, ma oltre ai soliti tavoli di confronto non ha dato notizia di risposte concrete. Nella mia replica ho sollecitato accordi di filiera utili a tutelare la produzione nazionale del latte, quindi legandola all’origine di provenienza e scongiurando pratiche sleali connesse a triangolazioni commerciali con latte di provenienza estera. È necessario che ci sia un rapporto diretto con i trasformatori affinché questo garantisca qualità dei prodotti e un prezzo congruo che permetta agli allevatori di riuscire a pianificare la loro attività. Un impegno concreto indispensabile – sottolinea Naturale – in difesa della biodiversità, della cultura della transumanza e per garantire a questo comparto produttivo l’auspicato ricambio generazionale di cui tanto si parla. Il settore urge di un potenziamento, perché rappresenta un volàno per tante aree interne. La valenza è anche sociale oltre che culturale ed economica. L’Europa – chiosa la senatrice Naturale – ha dimostrato attenzione per i tratturi e le infrastrutture legate alla transumanza con uno stanziamento economico: è evidente però che, se manca l’impegno per garantire la sopravvivenza delle attività di allevamento, la cultura della transumanza è destinata a non avere più un’anima”.

