Attualità

Coronavirus, pazienti della Rsa San Raffaele di Troia trasferiti a Lucera: è polemica

Ormai è nota la grave situazione della Rsa San Raffaele di Troia dove, ad oggi, vi sono ben 22 casi positivi di Coronavirus.

Sta facendo molto discutere la decisione di trasferire gli anziani della Rsa di Troia all’Ospedale Lastaria di Lucera, decisione che sta scatenando molti malumori.

Ad intervenire è stato subito Massimo Zanasi, medico foggiano molto conosciuto, primario del reparto di Geriatria del Policlinico di Foggia e direttore del Dipartimento Lastaria di Lucera, che in un lungo post Facebook ha risposto alle tante polemiche che in queste ore si stanno scatenando sui social.

“Mi é stato riferito che é in atto una aspro dibattito cittadino legato ad una decisione sanitaria alla luce dell’emergenza , di ricoverare alcuni ospiti di una Rsa della nostra provincia al Lastaria di Lucera.

In verità, malgrado i vari articoli che ho letto sulla stampa nei giorni scorsi, inneggianti ai nuovi eroi( medici, infermieri ed altre figure sanitarie) che in prima linea provano a portare, tra le innumerevoli difficoltà del momento , aiuto e sollievo umano e professionale a chi ne ha bisogno, sono stato sempre alquanto diffidente chiedendomi come mai, gli aggressori minaccianti del giorno precedente, fossero stati cosi repentinamente “folgorati sulla strada di Damasco” al punto da vederci non più come bersaglio, ma come Santi.

Pensavo tra me.. si sa pero, che il nostro è un popolo di Santi e viaggiatori!
Non ho mai cercato la santificazione (a che serve poi?) ma un rispetto professionale prima che umano per tutti noi.

Ma veniamo alla povera e tristissima cronaca. Alcune madri e padri anziani della nostra provincia, che fa parte della nostra Regione e quindi della nostra Nazione, hanno bisogno di essere ricoverati per continuare ad essere curati come fossero mia madre o mio padre o i vostri genitori.

L’unico reparto esistente di lungo degenza dove ciò può essere assicurato, nella nostra provincia è quello da me diretto.

I pazienti in questione (che non sono villeggianti ospiti di un albergo o parteciparti ad una costosa crociera..) sono negativi per malattie infettive e sono stati controllati da personale sanitario specializzato prima del trasferimento ma, ripeto, hanno bisogno di cure protratte.

Cosa si sarebbe dovuto fare? Abbandonarli al loro destino? Aspettare prendessero altre malattie oltre quelle che hanno?

Il senso di responsabilità, l’onestà professionale e la competenza ci induce a prenderci carico di tutti i cittadini, non di una parte. Peraltro,se è vero come è vero, che ogni cittadino é potenzialmente infetto, non dovrei ricoverare più nessuno? Nemmeno i cittadini di Lucera che continuano a ricoverarsi quotidianamente?

Il nostro Policlinico di cui il Plesso di Lucera fa parte insieme alla Asl ha il dovere di prendersi cura di tutti i cittadini (compresi gli extracomunitari) e ciò si deve fare e si fará sempre!

A Lucera ho trovato una comunità solidale, attenta, presente, vigile. Me ne sono e me ne compiaccio quotidianamente.

Ma la solidarietà non deve e non può essere solo economica (che pure è importante..). Qualcuno ha però pensato che non avessimo ventilatori se non in foto; le stesse persone, a fronte della dotazione dei ventilatori si sono chieste come mai il Lastaria fosse fuori dalla rete Covid ( come in effetti è) quasi fossimo relegati al ruolo di appendice.

Probabilmente le stesse persone oggi si chiedono se non stiamo contaminando la comunitá con scelte, ripeto, sanitarie non alberghiere.
Se qualcuno pensa che devo interpellare non so chi, prima di dare aiuto a chi ha bisogno per avere il via libera, si sbaglia di grosso.

Non sono un Santo ma un medico! Chi mi conosce professionalmente sa che non lascio mai nulla al caso e questa è l’unica certezza, e ricordo a tutti che, silenziosamente metto a repentaglio la mia vita tutti i giorni perché questo è il mio lavoro che devo e voglio fare.

Siamo tutti in trincea, tutti sulla stessa barca e dobbiamo remare tutti nella stessa direzione. Scusate lo sfogo ma a tutto, ritengo, debba esserci un limite!”.

Redazione

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