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Coronavirus, Conte: “Non ci sono le condizioni per tornare alla normalità”

Dopo la firma del dpcm del 26 aprile tanti i dubbi e i malumori degli italiani, soprattutto di alcune categorie di lavoratori come parrucchieri e barbieri, ma il premier Giuseppe Conte resta sulle sue posizioni.

“Tutti speravano di tornare presto alla normalità, ma non ci sono le condizioni per farlo. Ce lo dobbiamo dire in modo chiaro e forte”.

Queste le parole del presidente del Consiglio al suo arrivo alla Prefettura di Milano, la sua prima visita nelle zone maggiormente colpite dall’inizio dell’emergenza Coronavirus.

Dopo la tappa di Milano, Conte ha raggiunto Bergamo e Brescia concludendo intorno alle 3 di questa notte la sua visita al Nord.

Dopo la conferenza stampa di domenica sera, il premier è tornato a parlare della delicata Fase 2 quella in cui dovremo imparare a convivere con il virus e sul piano scelto dal governo per affrontarla.

“Non sono pentito di quello che ho detto. Ho una grande responsabilità nei confronti del Paese. Non posso permettermi di seguire i sentimenti dell’opinione pubblica che pure comprendo nelle proprie emozioni”, ha ribadito il premier alla stampa.

E ancora: “Sono convinto che sia meglio procedere sulla base di un piano ben organizzato per minimizzare al massimo il rischio di una ricaduta che sarebbe fatale”.

“Stiamo facendo tanti sacrifici, non è questo il momento di mollare. Questo governo – ha aggiunto il premier Conte – non cerca consenso, vuole fare le cose giuste anche se ciò potrebbe scontentare i cittadini”.

Dopo la presentazione del piano per la Fase 2, tuttavia, vi sono stati molti commenti negativi e disappunti da parte degli italiani, soprattutto nei confronti della poca chiarezza del nuovo decreto per quanto riguarda gli spostamenti e le visite ai congiunti.

“Questo non significa che si può andare a casa di amici, a fare delle feste. Si andranno a trovare persone con cui ci sono rapporti di parentela o stabili relazioni affettive”, ha precisato il premier.

Nel pomeriggio di ieri, 27 aprile 2020, da Palazzo Chigi è arrivato un chiarimento sulla possibilità di incontrare i congiunti.

Tra i cosiddetti congiunti ci sono “parenti fino all’ottavo grado e affini ma anche i fidanzati. Per queste persone sarà consentito ricongiungersi”.

Redazione

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