Politica

Consiglio comunale senza maggioranza: Foggia nel pieno della crisi politica

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FOGGIA – Il Consiglio comunale di Foggia si è fermato ancora prima di iniziare. L’assenza dei gruppi del Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Socialisti e del gruppo misto “Per” Foggia – ossia l’ossatura della maggioranza che sostiene la sindaca Maria Aida Episcopo – ha fatto venire meno il numero legale, certificando una frattura politica ormai evidente. In aula si sono presentati appena sei consiglieri di maggioranza, un dato che da solo fotografa la profondità della crisi.

Nonostante il vuoto politico attorno a sé, la sindaca ha mantenuto un profilo apparentemente sereno. Ha respinto le accuse di fallimento, parlando di un approccio personale improntato alla resistenza e alla dedizione quotidiana: «Mi comporto come se fosse sempre l’ultimo giorno, dando tutto fino allo sfinimento». Tra le righe, Episcopo ha lasciato intendere di essere pronta anche all’eventualità di una sfiducia, ribadendo però la volontà di andare avanti “con resilienza”.

Di segno opposto la lettura del centrodestra. Raffaele Di Mauro ha annunciato l’uscita dall’aula, riconoscendo lo stile istituzionale della sindaca ma sottolineando la gravità della situazione: «Siamo davanti a un’amministrazione in forte difficoltà. Sei consiglieri su ventuno non sono una maggioranza. Sei assessori non hanno il sostegno politico dei gruppi che dovrebbero appoggiarli: questo equivale a una sfiducia totale».

Durissimo il comunicato diffuso dalle forze di opposizione, che parlano senza mezzi termini di “fallimento dell’amministrazione Episcopo”. L’assenza dei principali partiti di maggioranza viene definita una scelta politicamente irresponsabile, non solo per l’effetto immediato – il blocco dei lavori consiliari – ma soprattutto per il messaggio che trasmette alla città: una coalizione incapace di garantire coesione, credibilità e funzionamento delle istituzioni.

Secondo il centrodestra, non si tratta di un episodio isolato ma dell’ennesima conferma di una maggioranza divisa, paralizzata e senza una linea comune, incapace persino di affrontare atti fondamentali come i debiti fuori bilancio o di dare risposte chiare su temi strategici come il Piano Urbanistico Generale. Una situazione che, a loro avviso, condanna Foggia all’immobilismo amministrativo mentre le emergenze della città restano irrisolte.

La conclusione dell’opposizione è netta: l’esperienza amministrativa guidata da Maria Aida Episcopo sarebbe arrivata al capolinea. Proseguire significherebbe, sostengono, trascinare la città in una lunga agonia istituzionale. Da qui la richiesta esplicita di dimissioni del sindaco e ritorno alle urne, per restituire ai cittadini la possibilità di scegliere nuovamente chi deve governare Foggia.

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