Colon irritabile, crediti: ilpuntosalute.it

Sindrome del colon irritabile, alcuni consigli per una patologia comune

Quella del colon irritabile è una condizione cronica che spesso modifica la ...

Foggia Reporter

La sindrome del colon irritabile è una patologia comune, caratterizzato da un dolore addominale che, generalmente, migliora dopo l’evacuazione; altri sintomi associati possono essere meteorismo o gonfiore addominale, muco nelle feci e alterazioni della funzione intestinale, in particolare diarrea, stitichezza o entrambi.

Si tratta di una condizione cronica che spesso incide sulla qualità di vita del paziente e nel 60% dei casi si associa a stanchezza e affaticamento, condizioni che necessitano di una gestione a lungo termine. Quella del colon irritabile è una sindrome che interessa circa il 10% della popolazione, con un tasso di prevalenza maggiore tra i 20 e i 50 anni e coinvolge soprattutto il gentil sesso. Non vi è un singolo fattore scatenante perché la patologia è multifattoriale: tra le cause infatti vanno considerati sia fattori psico-sociali (aspetti cognitivi ed emotivi), che fattori biologici (predisposizione e suscettibilità individuale, percezione soggettiva del dolore, anomale contrazioni muscolari della parete intestinale, alterazioni della flora batterica).

Sintomatologia e diagnosi del colon irritabile

Importante per una corretta diagnosi, l’analisi dei sintomi in assenza di malattie organiche specifiche (che li giustifichino). Il paziente dovrà eseguire degli esami del sangue e delle feci, breath test specifici (lattosio, fruttosio, glucosio, lattulosio)in base alla sintomatologia riferita, e un’ecografia delle anse intestinali per escludere segni di infiammazione o malassorbimento.

E’ necessario inoltre valutare la presenza di “sintomi di allarme” i quali sono: insorgenza dopo i 50 anni di età, dimagrimento improvviso, anemia, febbre, sangue nelle feci, dolore addominale (che non migliora dopo l’evacuazione) per stabilire se possono essere utili ulteriori accertamenti; tra questi si annovera l’endoscopia che, attraverso l’introduzione di uno strumento flessibile, ci permette di esplorare la mucosa intestinale e di eseguire, se necessario, prelievi di mucosa (biopsie). Fondamentale sarà poi modificare la dieta e lo stile di vita, avendo una corretta idratazione, e svolgere una attività fisica adeguata cercando di ridurre lo stress.

Farmaci e integratori cosa c’è da sapere

Il cambiamento dello stile di vita potrebbe non essere sufficiente e il paziente si ritrova ad aver bisogno di una terapia medica, basata principalmente sul trattamento dei sintomi riferiti dal paziente, essendo la causa scatenante sconosciuta. Ai pazienti che accusano stitichezza vengono consigliati lassativi di tipo osmotico (richiamano acqua nel lume intestinale), creanti massa (fibre solubili o insolubili) o procinetici, a seconda del tipo di stipsi.

In caso di diarrea invece sono consigliati probiotici (fermenti lattici); antibiotici non assorbibili, come la rifaximina e sostanze che addensano le feci per aumentarne la consistenza (argille) o la loperamide. Nei casi di elevato meteorismo vengono utilizzati alcuni enzimi digestivi (alfa e beta galattosidasi) e integratori a base di probiotici o piante carminative (camomilla, melissa, cumino). Per i pazienti con forte dolore addominale sono raccomandati farmaci antispastici (o anticolinergici), da assumere a basso dosaggio e per brevi periodi poiché potrebbero aggravare la stitichezza.

Evitare cibi ‘formanti gas’

Se i sintomi si accompagnano ad uno stato ansioso è possibile assumere farmaci a base di benzodiazepine, che esercitano un effetto rilassante sulla muscolatura intestinale e sono disponibili anche in associazione con gli antispastici.

Di recente è stata anche proposta una dieta di eliminazione dei cibi “formanti gas”: FODMAPs (Fermentable Oligo-, Di- and Mono- saccharides And Polyols) presenti in alcuni vegetali, legumi, frutta, latte e dolci. Anche terapie non convenzionali come l’agopuntura, la terapia cognitivo comportamentale, le tecniche di rilassamento e il training autogeno, si sono dimostrate efficaci nella cura della sindrome dell’intestino irritabile.

N.B: il seguente articolo ha il solo scopo informativo. Si raccomanda di consultare il proprio medico di fiducia per curare i sintomi e mettere appunto una terapia mirata e maggiormente adatta alle esigenza del paziente.