Foggia Reporter

Foggia – La nostra città è costellata da moltissime chiese, alcune assai antiche, altri ricostruite dopo il terribile terremoto del 1731. Una di queste è la bellissima Chiesa di Santa Chiara.

La costruzione dell’edificio risale al 1500. La chiesa fu distrutta dal terremoto del 1731 con l’attiguo convento e fu riedificata ed ultimata nel 1742. Con il relativo monastero a destra e il palazzo Ricciardi a sinistra, definisce lo spazio di una piccola piazza affacciata sull’asse viario di via Arpi, ma rispetto a questo leggermente rientrante.

A pianta ellittica, coperta da una cupola, la chiesa presenta una facciata, dal tipico stile rococò, con due corpi laterali arretrati e inclinati verso l’interno, divisi in due piani da una cornice. Il corpo centrale, sporgente rispetto ai laterali, presenta un finestrone con grata e una doppia nicchia.


A causa delle leggi eversive le religiose furono espulse nel giugno del 1866 e il monastero fu adibito ad usi diversi. La chiesa era stata spogliata dai preziosi arredi sacri e di moltissima argenteria a causa dell’incameramento dei beni ecclesiastici. Questa bellissima chiesa foggiana fu chiusa al pubblico a partire dal 1932 e in seguito ai bombardamenti del 1943 venne destinata a sala conferenze e cinema parrocchiale per la vicina chiesa di San Tommaso.

Oggi, restaurata e adibita ad auditorium, conserva al suo interno solamente quattro rilievi barocchi di scuola napoletana con storie dell’Antico Testamento, di cui tre riguardanti personaggi femminili. Per avere un’idea degli arredi originari, bisogna cercare nei luoghi cittadini dove sono attualmente collocati: l’altare maggiore fu ridotto e spostato nella chiesa di S. Luigi; il dipinto di S. Chiara del napoletano Solimena è esposto nella Pinacoteca comunale, e la statua dell’Immacolata, attribuita a Giacomo Colombo, è conservata nella chiesa dell’Addolorata.