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CGIL, morte bracciante: al Governo non interessa la vita e la morte dei lavoratori della terra

Flai puglia con Cgil e Flai Foggia: intervenire per superamento ghetti con o senza risorse PNRR

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FOGGIA – “Viene il sospetto fondato che in fondo, al Governo delle destre, della vita e anche della morte di migliaia di lavoratori della terra, costretti a vivere in contesti a dir poco emergenziali, non importi nulla. La loro colpa, evidentemente, essere stranieri”. È il duro commento della Flai Cgil Puglia in una nota congiunta con Cgil e Flai di Capitanata a commento del ritrovamento, nell’insediamento di Torretta Antonacci, del corpo senza vita di un cittadino gambiano di 38 anni.
Per i segretari generale Antonio Ligorio (Flai Puglia), Gianni Palma (Cgil Foggia) e Giovanni Tarantella (Flai Foggia), “da tempo denunciano il totale disinteresse, giustificato dalla revoca delle risorse del Pnrr per il superamento dei ghetti, per le condizioni di vita di migliaia di uomini e donne che non trovano altra soluzione abitativa se non baracche di legno e lamiera, esposti al caldo d’estate e al freddo d’inverno, a discapito della salute e della sicurezza. E proprio la Capitanata, con gli insediamenti di Borgo Mezzanone e Torretta Antonacci, è la provincia più interessata da interventi che dovrebbero trovare nel Governo una priorità a prescindere. È questione di rispetto dei diritti umani nonché argine all’abuso di chi illegalmente si arricchisce alle spalle di queste persone”.
“Si fa finta di non vedere che queste migliaia di lavoratori e lavoratrici sono parte del tanto propagandato successo dell’agroalimentare made in Italy, contribuiscono alla ricchezza del settore primario, spesso vittime di caporalato o comunque elusione contrattuale e mancato riconoscimento di diritti e tutele”, ricordano le sigle sindacali, “Il superamento dei ghetti, con o senza Pnrr, è questione di fondamentale importanza per garantire condizioni di accoglienza dignitose, per garantire regolarità e legalità del settore, per sottrarre potere a mafie e caporalato. Non stupisce che si possa perdere la vita a 38 anni per cause naturali se si è costretti a vivere in condizioni estreme, come certificato e denunciato da tante associazioni umanitarie e di assistenza sanitaria che operano nei ghetti”.
“Chiediamo al Prefetto – conclude la nota di Flai Puglia, Cgil e Flai Foggia – di convocare le parti sociali per registrare le denunce che anche i rappresentanti istituzionali levano rispetto al mancato impiego delle risorse per il superamento ghetti, e avviare da ora un confronto su possibili interventi da predisporre in previsione della prossima stagione delle grandi raccolte. Resta che senza un intervento anche in materia di cittadinanza, senza una regolarizzazione di persone che da anni risiedono e lavorano nei nostri territori, senza una precisa volontà politica di risolvere questa situazione, continueremo a contare purtroppo le vittime innocenti. A tutta la comunità di Torretta Antonacci e ai famigliari del lavoratore gambiano va la vicinanza e il cordoglio delle nostre organizzazioni”.

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