Cerignola, tensione al Pronto Soccorso del “Tatarella”: aggressione al personale, reparto rallentato
Un uomo in stato di alterazione avrebbe minacciato un'infermiera e aggredito gli operatori dopo aver preteso l'accesso agli ambulatori.

Pomeriggio di tensione al Pronto Soccorso dell’ospedale “Giuseppe Tatarella” di Cerignola.
Secondo le prime ricostruzioni, l’episodio si sarebbe verificato nella giornata di martedì 22 settembre, tra le 16:30 e le 18:00. Un uomo di mezza età, in evidente stato di alterazione, avrebbe preteso di accedere agli ambienti riservati del reparto per far visitare una familiare da un cardiologo che, a suo dire, era stato presente in struttura in mattinata.
Dopo ripetute insistenze, l’uomo sarebbe riuscito a farsi aprire una porta di accesso agli ambulatori, raggiungendo il personale sanitario mentre era impegnato nell’assistenza ad altro paziente. Da quel momento la situazione sarebbe degenerata in minacce verbali nei confronti di un’infermiera e in un’aggressione fisica ai danni degli operatori presenti.
L’episodio ha comportato un rallentamento dell’attività del Pronto Soccorso per circa un’ora, con inevitabili ripercussioni sui pazienti in attesa.
Sul posto è intervenuta una volante della Polizia, allertata dal personale, insieme al responsabile del reparto.
La dinamica e gli eventuali provvedimenti nei confronti dell’uomo sono oggetto di accertamento. Le indagini sono in corso.
Quello segnalato si inserisce in una serie di episodi analoghi già registrati in passato presso lo stesso presidio ospedaliero. Tra i casi più recenti emersi dalle cronache locali: nel novembre 2025 l’aggressione a un infermiere del triage da parte di un familiare di un paziente; nel dicembre 2023 il pugno al volto a un infermiere da parte di un giovane di 20 anni; nel 2017 una tentata aggressione che aveva portato alla richiesta di un presidio fisso di Polizia, successivamente istituito nel 2023.
Resta alta l’attenzione delle organizzazioni sindacali di categoria sul tema della sicurezza del personale sanitario, con la richiesta di presidi, misure di tutela più efficaci e campagne di sensibilizzazione sul rispetto del lavoro in prima linea.

