Cerignola, sgominata banda dedita ricettazione parti auto

Un’organizzazione specializzata nel recupero, smontaggio e commercio di componenti provenienti da auto rubate è stata smantellata dai Carabinieri  di Cerignola, nel foggiano. Nelle prime ore della mattinata i militari hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Foggia, su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di otto persone, tutte originarie di Cerignola e di età compresa tra i 20 e i 53 anni. Per tre indagati sono state disposte le misure del carcere, mentre per altri cinque gli arresti domiciliari.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, gli arrestati avrebbero fatto parte di un’associazione per delinquere dedita alla ricettazione e al riciclaggio di autovetture rubate e dei relativi pezzi di ricambio. L’inchiesta è partita nel marzo 2025 dopo il fermo di due cittadini polacchi sorpresi mentre caricavano su un furgone componenti meccaniche e parti di carrozzeria provenienti da veicoli rubati.

Le indagini, coordinate dalla Procura di Foggia, avrebbero consentito di individuare una struttura organizzata con base operativa a Cerignola, nella quale ciascun componente avrebbe avuto un ruolo ben definito: addetti allo smontaggio dei mezzi, trasportatori, vedette e figure incaricate della gestione logistica.

Gli investigatori hanno ricostruito un sistema che prevedeva il reperimento di veicoli rubati in diverse regioni del Sud Italia, il loro trasferimento in depositi, box, autoparchi o aree rurali tra Foggia e Cerignola e il successivo smontaggio. Per rendere difficile l’identificazione delle vetture, sarebbero state effettuate operazioni di alterazione dei telai attraverso punzonature e smerigliature.

L’attività illecita non si sarebbe fermata allo smontaggio. I pezzi di ricambio, secondo l’accusa, venivano commercializzati sia sul mercato nazionale sia all’estero attraverso piattaforme di e-commerce e punti vendita riconducibili a due aziende di autoricambi autorizzate con sede a Cerignola. Una di queste sarebbe risultata nella disponibilità del presunto promotore del sodalizio criminale.

Per evitare di essere scoperti, gli indagati avrebbero utilizzato schede telefoniche intestate fittiziamente a cittadini stranieri, furgoni a noleggio e spedizioni affidate a corrieri. Inoltre, sarebbero state emesse false fatture e utilizzati conti correnti intestati a terze persone per occultare la provenienza dei guadagni.

Gli inquirenti stimano che il volume d’affari generato dall’organizzazione abbia superato i 2,5 milioni di euro nel periodo oggetto dell’indagine. Nel provvedimento cautelare vengono contestati undici episodi di ricettazione e riciclaggio avvenuti tra agosto e novembre del 2025, riguardanti componenti provenienti da circa quaranta veicoli rubati.

Nel corso delle investigazioni erano già stati eseguiti due fermi di indiziato di delitto e denunciate altre due persone. I Carabinieri hanno inoltre sequestrato oltre 10mila pezzi e componenti di autovetture ritenuti provento di furto. 

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