Comuni di Capitanata

Cerignola dice “basta” e scende in strada con mezzi e trattori: in migliaia contro il caro gasolio

Dal presidio dei caselli al cuore della città: la rabbia del caro gasolio diventa protesta collettiva. "Non è più una questione di categoria"

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È iniziata come la protesta di pochi, parcheggiati con i tir accesi vicino ai caselli autostradali. È finita come la protesta di una città intera.

Sono tre giorni che Cerignola Est e Cerignola Ovest non sono solo uscite autostradali. Sono diventati presidi. Lì, tra via Manfredonia e la zona industriale, autotrasportatori e agricoltori hanno iniziato a turno a restare fermi. Stamattina quel presidio si è mosso. È entrato in città.

Alle dieci di mattina piazza Castello era già piena. Non c’erano striscioni di partito, non c’erano bandiere sindacali. C’erano camion allineati che facevano da muro e da megafono, c’erano le serrande abbassate di chi ha deciso che un giorno di chiusura costa meno di mesi di silenzio. C’erano giovani e anziani, donne casalinghe e lavoratrici.

Il percorso è stato breve ma simbolico: corso Garibaldi, corso Aldo Moro, poi la provinciale 95. Lì dove ogni giorno passano merci, trattori, pendolari. Fermarla per un’ora ha significato una cosa sola: far sentire cosa succede quando il motore economico di questa terra si spegne davvero.

Cosa chiedono i manifestanti? A sentirli in piazza, la risposta è più larga del prezzo alla pompa. Sì, il gasolio è insostenibile. Ma la frase che ritornava era un’altra: “Non è più una questione di autotrasporto”. È la bolletta della luce di un forno che triplica, è il pezzo di ricambio che arriva dopo un mese e costa il doppio, è un lavoro che non permette più di progettare.

E poi c’è la ferita mediatica. “Dove sono le televisioni? Rai, Mediaset, venite a vedere“. È l’urlo che si è sentito più forte. Non è vittimismo, è la consapevolezza che una protesta che non va in tv, per il resto d’Italia non esiste. E così, per esistere, bisogna bloccare una strada.

L’intervento più duro è stato anche il più lucido: “Alle prossime elezioni disertate i comizi“. Non un invito all’astensione, ma un avvertimento a chiunque verrà a chiedere voti nei prossimi mesi a Cerignola. Basta passerelle, servono risposte.

Nessun incidente, nessuna tensione. Solo una città che ha dimostrato di sapersi fermare tutta insieme, nello stesso momento.

Ora la palla passa a chi dovrebbe ascoltare. I presidi ai caselli restano. La città invece è tornata a muoversi. Ma con una domanda in più in testa a tutti: quanto ancora può andare avanti così?

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