Non è un animale, non è un fantasma e non c’è nessun allarme, nè a Cerignola nè altrove. Quello che in questi giorni molti hanno visto nei video su TikTok e nei gruppi Facebook locali è un uomo travestito da gatto antropomorfo, con il suo inconfondibile cappello a cilindro a strisce bianche e rosse e un enorme fiocco rosso al collo.
Una figura a metà tra lo Zio Sam americano, un clown del circo e il Gatto con gli stivali, resa volutamente inquietante dai filtri e dalle luci notturne. La quasi totalità dei filmati che circolano online è realizzata con l’intelligenza artificiale o con app di editing. In alcuni casi, come è successo anche da noi, c’è invece chi indossa davvero il costume per girare un video di pochi secondi e provare a diventare virale.
Il trend è esploso soprattutto su TikTok, tra commenti divisi tra paura, scetticismo e sarcasmo, e in pochi giorni è arrivato anche in Puglia, dopo aver toccato Casoria, Napoli e decine di altre province italiane.
Ma da dove arriva?
A ricostruire l’origine è stata Euronews. Il fenomeno non è nato in Italia, ma a fine giugno 2025 negli Stati Uniti. Un utente ha caricato una clip estrapolata da “Il gatto… e il cappello matto”, il film del 2003 diretto da Bo Welch e tratto dal celebre libro di Dr. Seuss del 1957. Nel video, Mike Myers – l’attore di Austin Powers e voce originale di Shrek – balla nei panni del Gatto su una base musicale disturbante. La didascalia recitava: “Come certa gente balla al ballo di fine anno per poi morire di overdose due settimane dopo”. In una settimana ha totalizzato 4,4 milioni di visualizzazioni.
Da quel momento, il web ha iniziato a trasformare ogni scena innocua di quel film in materiale horror.
La seconda scintilla che ha alimentato la leggenda è stata l’asta su Propstore del costume originale di scena. Esposto senza manichino, vuoto, con le orbite degli occhi nere e cave, il costume è di per sé un oggetto profondamente inquietante, e le foto hanno fatto il giro del mondo.
A riportare in auge tutto c’è poi il cinema. Dopo il live-action del 2003, Warner Bros. sta per lanciare il reboot completamente animato “Il Gatto col Cappello”, diretto da Alessandro Carloni ed Erica Rivinoja, con Bill Hader come voce originale. L’uscita italiana, inizialmente fissata a febbraio 2026, è stata riprogrammata per l’autunno, ed è per questo che l’algoritmo ha ricominciato a spingere contenuti legati al personaggio.
Il meccanismo, del resto, è già noto. È lo stesso visto nel 2016 con i clown killer e nel 2019 con le apparizioni di Samara, la bambina di The Ring. Sono trend immersivi: funzionano perché ti mostrano il mostro nella tua città, nella tua via, sotto casa tua. L’effetto paura si moltiplica, anche se alla base ci sono solo montaggi ben fatti. All’epoca, oltre ai fake, c’erano davvero gruppi di ragazzini che si travestivano di notte per spaventare i passanti.
Anche a Cerignola, quindi, non c’è nessun fenomeno da segnalare alle autorità. Solo l’ennesimo caso di marketing virale involontario, unito alla corsa sfrenata alle visualizzazioni.
