
ROMA – “I cavalli sono amici, non si mangiano”. È questo il principio alla base delle proposte di legge all’esame della Commissione Agricoltura della Camera che puntano a riconoscere cavalli ed equidi – asini, muli, bardotti e ibridi – come animali d’affezione, al pari di cani e gatti, in quanto esseri senzienti secondo il Trattato di Lisbona.
Il testo base è quello presentato dalla deputata Michela Vittoria Brambilla di Noi Moderati; altre proposte portano la firma di Luana Zanella (Avs) e Stefania Cherchi (M5S). L’approdo in calendario a Montecitorio segna un nuovo passo in un percorso avviato già nel 2013.
Tra i punti centrali figura il divieto di macellazione degli equini su tutto il territorio nazionale, il blocco dell’esportazione a fini di macello e lo stop alla vendita e al consumo della carne di cavallo. Una misura che potrebbe incontrare resistenze in alcune aree dove tali prodotti rientrano nella tradizione culinaria, ma che – secondo Brambilla – rappresenterebbe un cambio culturale ormai maturo.
Le proposte prevedono inoltre il divieto di utilizzo degli equidi in spettacoli e manifestazioni ritenute lesive della loro dignità, compresi eventi storici e folkloristici come il Palio di Siena. Resterebbe consentito l’impiego nell’ippica, con regole più stringenti: stop al doping, divieto di gare prima dei quattro anni e solo in ippodromi autorizzati.
Tra le novità anche l’introduzione di una “patente equina” per chi li utilizza a fini professionali o sportivi, il divieto di impiego per sperimentazione e clonazione, l’abolizione di carrozze e botticelle nelle città e la riconversione degli allevamenti verso attività compatibili con lo status di animale d’affezione, con eventuali sostegni pubblici.
Prevista una tutela specifica per i cavalli selvaggi o rinselvatichiti, considerati patrimonio naturalistico dello Stato, e per quelli delle Forze armate, che non verrebbero più venduti all’asta a fine servizio ma affidati a centri di recupero o associazioni.
L’iter parlamentare è solo all’inizio e si preannuncia complesso, anche per le possibili opposizioni delle categorie interessate. I promotori parlano però di un passaggio decisivo verso un nuovo modello di tutela e rispetto per gli equidi. ( foto https://animalequality.it)

