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La Cattedrale di Troia e i suoi 900 anni: tra storia, arte e curiosità

Avete mai visitato la meravigliosa Cattedrale di Troia?

Foggia Reporter

Sulle pendici del Subappennino Dauno, a 439 metri sul livello del mare, tra l’oro dei campi di grano e il verde del Tavoliere, sorge una città antichissima, che sembra essersi cristallizzata nel tempo e che riesce sempre a sorprendere i suoi visitatori. Questa piccola cittadina della provincia di Foggia che porta il nome del celebre sito storico, nel quale si combatté la famosa guerra del mondo antico narrata da Omero nell’Iliade, non è poi così lontana dal mondo greco. Stiamo parlando di Troia, “Troië” in dialetto pugliese, conosciuta fino agli inizi del Novecento anche come “Troja”.

Troia ha un patrimonio artistico molto ricco, tra i tanti luoghi di interesse da visitare vi è sicuramente la meravigliosa e antica Cattedrale, che insieme ad altri edifici religiosi e storici caratterizza il corso principale, Corso Margherita, dal quale si diramano numerosi vicoletti laterali.

L’antica e caratteristica Cattedrale romanica fu costruito tra il 1093 e il 1125, secondo lo stile romanico pugliese, l’edificio è dedicato alla Beata Maria Vergine Assunta in Cielo, ed è sicuramente uno degli esempi più eclatanti dell’architettura romanica in Capitanata. Particolare interessa merita il suo meraviglioso rosone, esempio eccelso di tecnica scultorea e traforo, composto da undici colonne che si irradiano dal centro e sono connesse tra loro con un gioco di archi che fanno da cornice. Il numero dispari delle colonnine rende però il rosone asimmetrico, ma la scelta del numero “11” non è casuale, in quanto ha un importante valore simbolico. Undici è infatti il numero degli apostoli, escluso il traditore Giuda Iscariota, escluso proprio per sottolineare che chi pecca veramente non è più collegato a Gesù.

Dal punto di vista architettonico, la facciata è divisa da un cornicione che distingue la parte superiore, più leggera e dai tratti più lievi, dalla parte inferiore, compatta, ravvivata dalla presenza di archi ciechi e semicolonne. La parte superiore della facciata, che riprende la zona interna della navata centrale, è caratterizzata da un tetto a doppio spiovente ed è sorretto da due ampi contrafforti. Ma ciò che caratterizza la facciata e ne determina la peculiarità è il gioco di parti architettoniche e scultoree, che formano un’armonia particolare e molto suggestiva che da sempre incanta moltissimi visitatori.