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Casa Sollievo, NurSind proclama lo stato di agitazione: «Servono risposte su contratti, organici e salari»

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SAN GIOVANNI ROTONDO — NurSind Foggia proclama lo stato di agitazione del personale del comparto di Casa Sollievo della Sofferenza. La decisione, assunta sulla base del mandato espresso dall’assemblea sindacale del 5 ottobre, apre una nuova fase di confronto sulle condizioni contrattuali ed economiche dei lavoratori, sulle relazioni sindacali e sulle prospettive organizzative dell’Istituto. La segreteria provinciale ha già predisposto le comunicazioni alla Direzione aziendale e al Prefetto di Foggia, chiedendo un incontro urgente e l’attivazione della procedura di raffreddamento e del tentativo preventivo di conciliazione. L’obiettivo, sottolinea il sindacato, è arrivare a risposte documentate, con un calendario degli interventi, responsabilità definite e verifica degli impegni assunti. Secondo NurSind, dall’assemblea del dicembre 2025 a quella dello scorso 5 ottobre il personale ha continuato a garantire assistenza e cure, dando tempo e fiducia al percorso di rilancio dell’Opera. Ora, sostiene il sindacato, è necessario che alla disponibilità al dialogo seguano risposte concrete.

Tra le principali contestazioni c’è la presunta mancata o parziale applicazione di alcuni istituti previsti dal CCNL Comparto Sanità 2019-2021. NurSind chiede chiarimenti sull’attuazione degli articoli richiamati, sulla contrattazione integrativa, sul sistema di classificazione e sugli incarichi. Il sindacato torna inoltre sulla mancata applicazione del CCNL Comparto Sanità 2022-2024, già oggetto di una richiesta formale del 28 ottobre 2025. In particolare, vengono chiesti chiarimenti sugli adeguamenti dei minimi tabellari, sulle decorrenze e sugli eventuali arretrati. Al centro della vertenza c’è anche il premio di risultato relativo al 2025, che secondo NurSind non sarebbe stato erogato nella busta paga di giugno 2026. Il sindacato chiede di conoscere le ragioni del mancato pagamento, lo stato della procedura, i criteri utilizzati e le somme spettanti ai lavoratori, indicando una data certa per la liquidazione. Un altro capitolo riguarda la consistenza degli organici. Nella ricostruzione di NurSind, rispetto al 2022 si sarebbe registrata una riduzione di circa 400 unità. Il sindacato chiede quindi dati aggiornati e verificabili sul personale, sulle risorse disponibili e sulla loro destinazione, anche per valutare l’impatto sui carichi di lavoro e sulla qualità dell’assistenza. NurSind sollecita inoltre un confronto sui fondi destinati ai Differenziali Economici di Professionalità e sulle possibilità di progressione del personale, segnalando anche la presenza di lavoratori con oltre 15 anni di servizio senza progressioni. Nel mirino del sindacato anche le modifiche alle turnazioni e le restrizioni nell’accesso al part-time, sulle quali viene chiesto un confronto nelle sedi previste.

La richiesta di confronto è rivolta alla Direzione generale e alla Direzione del personale, con il coinvolgimento della Commissione di Indirizzo e Vigilanza nominata dalla Santa Sede. NurSind chiede che la convocazione avvenga entro sette giorni dal ricevimento della nota e che il confronto si concluda con un verbale contenente impegni, responsabili, scadenze e modalità di verifica. Per il sindacato, il rilancio di Casa Sollievo della Sofferenza deve necessariamente passare anche dal riconoscimento del lavoro svolto quotidianamente dal personale. «La tutela dei lavoratori e la continuità delle cure sono parte della stessa responsabilità verso l’Opera e verso i pazienti», sottolinea NurSind. Lo stato di agitazione non equivale alla proclamazione di uno sciopero e apre una fase di mobilitazione e confronto istituzionale. Qualora il tentativo di conciliazione non dovesse produrre risultati ritenuti adeguati, il sindacato valuterà ulteriori iniziative, nel rispetto delle procedure previste per i servizi pubblici essenziali. NurSind Foggia, attraverso il segretario provinciale Giuseppe Giampietro e il segretario aziendale NurSind Casa Sollievo Nicola Formica, ribadisce infine la disponibilità al confronto, chiedendo però che all’impegno quotidiano dei lavoratori corrispondano «riconoscimento dei diritti, risposte puntuali e risultati verificabili».

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