
C’è un legame profondo che unisce la Chiesa alle sue opere di carità più grandi. È con questo spirito che Papa Francesco ha deciso di intervenire in prima persona sulla gestione della Fondazione “Casa Sollievo della Sofferenza”, la celebre cittadella della carità e della salute fondata da San Pio da Pietrelcina a San Giovanni Rotondo.
Con un Chirografo firmato il 27 maggio 2026, il Pontefice ha istituito una speciale commissione di indirizzo e vigilanza. Non si tratta di un semplice passaggio burocratico, ma di un intervento d’urgenza resosi necessario per affrontare una crisi finanziaria e un’instabilità strutturale che da tempo minacciavano la sostenibilità di uno degli ospedali più importanti del Mezzogiorno.

A fare chiarezza sulla natura del provvedimento è intervenuto il direttore generale della struttura, Gino Gumirato, che farà parte del nuovo organismo come membro del comitato tecnico. In una nota stampa, Gumirato ha subito voluto spegnere le voci più allarmistiche: «Molte persone e anche molti giornalisti ci chiedono se si tratti di un commissariamento. Ovviamente non lo è», ha precisato il direttore generale, spiegando che si tratta invece di una commissione di indirizzo e vigilanza analoga a quelle che molti governi istituiscono per gestire le proprie società partecipate.

L’obiettivo cardine dell’operazione è dare un sostegno immediato e concreto alla Fondazione, garantendo la continuità di un presidio che rappresenta un’eccellenza assoluta non solo in campo medico e chirurgico, ma anche nella ricerca scientifica.
La sfida resta titanica: analizzare a fondo i bilanci, tagliare gli sprechi, elaborare un piano industriale di rilancio e, soprattutto, garantire che l’ospedale continui a curare i malati ponendo la persona – e non solo il budget – al centro di tutto.

Proprio per questo, alla neonata commissione sono stati conferiti pieni poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione. L’organismo potrà muoversi con rapidità, anche in deroga alle normative vigenti e senza dover attendere autorizzazioni intermedie, rispondendo e riferendo direttamente ed esclusivamente al Santo Padre. Una concentrazione di poteri che Gumirato definisce opportuna: «Se c’è una volontà di sostegno immediato della nostra Fondazione e del nostro ospedale è bene che ci sia velocità, che ci sia efficienza ed efficacia nel prendere le decisioni».
I primi effetti concreti di questa nuova regia si vedranno sul campo già a strettissimo giro. Entro il mese di giugno, infatti, la Fondazione approverà il bilancio al 31 dicembre 2025. Con quella scadenza scadranno automaticamente anche le attuali cariche amministrative, rendendo necessaria la nomina del nuovo consiglio di amministrazione e dello stesso direttore generale. Sarà proprio quello il primo banco di prova per testare l’efficacia del nuovo organismo papale.

Per rimettere in sesto i conti e rilanciare la struttura, il Papa ha scelto di affidarsi ai massimi vertici delle istituzioni economiche e patrimoniali del Vaticano. La guida della commissione è stata affidata al dottor Maximino Caballero Ledo in qualità di presidente, affiancato dal dottor Fabio Gasperini nel ruolo di coordinatore. Insieme a loro siederanno come membri i vescovi monsignor Paolo Rudelli, monsignor Giordano Piccinotti e monsignor Giorgio Ferretti. A supporto di questa squadra è stato inoltre nominato il comitato tecnico composto dagli esperti Benjamín Estévez de Cominges, dallo stesso Gino Gumirato e dall’avvocato Alessandro Ela Oyana.
Una scelta, quella dei nomi, accolta con grande favore dai vertici dell’ospedale pugliese. Si tratta infatti di figure con le quali l’amministrazione della Casa Sollievo ha già collaborato intensamente negli ultimi anni, instaurando un rapporto di profonda stima e amicizia, pur nel pieno rispetto dei rispettivi ruoli istituzionali.
Con questa mossa, il Vaticano assume direttamente la guida della transizione. L’auspicio è che, grazie a questo scudo protettivo e a una gestione strategica accelerata, la Casa Sollievo della Sofferenza possa superare definitivamente la tempesta economica, confermandosi come quel faro di speranza e medicina umanizzata fortemente voluto da Padre Pio sul Gargano.

