Cartellate: ecco la ricetta delle regine foggiane del Natale

Giorno dopo giorno, ci stiamo preparando al Natale scavando nelle ...

Foggia Reporter

Nel nostro viaggio gastronomico al sapore di tradizioni pugliesi e “foggianità”, non possiamo non imbatterci nelle vere regine foggiane del Natale, le cartellate.

Il Natale sta arrivando e porta con sé la sua magia capace di coinvolgere grandi e piccoli, gli zampognari, le luci, le ghirlande colorate che ornano i balconi e i suoi profumi. Per noi foggiani questa festa non è solamente un rito religioso, è un vero e proprio evento gastronomico all’insegna della “gran mangiata”.

Tra un “Tu scendi dalle stelle” suonato dagli zampognari nel portone e un bicchierino di nocino si preparano i dolci tipici della nostra terra, fatti rigorosamente in casa. Finora vi abbiamo parlato delle mandorle atterrate e dei caratteristici mostaccioli, è arrivato il momento di parlarvi di un tipico dolce natalizio della tradizione gastronomica pugliese, non solo foggiana, diffuso in tutta la regione.

Le cartellate sono strisce di pasta dolce arrotolate su se stesse a mo’ di cestino, fritte, immerse (non condite) nel vincotto e decorate a volte con confettini colorati e cannella.  C’è poi la versione con il miele, ma attenzione a non chiamarle cartellate, in tal caso si chiamano “scarole”.

La storia delle cartellate e l’origine del loro nome

Nella tradizione cristiana rappresenterebbero l’aureola o le fasce che avvolsero il Bambino Gesù nella culla, ma anche la corona di spine al momento della crocifissione. Dolci simili vengono prodotti anche in Calabria, dove vengono chiamati nèvole o crispelle, ed in Basilicata, dove prendono il nome di rose o crispedde. Il nome potrebbe derivare da carta, incartellate, cioè sinonimo di incartocciate, secondo la loro tipica forma arabesca.

Questi squisiti dolci natalizi sarebbero stati raffigurati la prima volta in una pittura rupestre del VI secolo a.C. rinvenuta nei pressi dell’attuale Bari in cui viene rappresentata la preparazione di un dolce assai simile chiamato la lanxsatura: il piatto colmo era offerto agli Dei secondo il culto di Cerere, di probabile origine greca e associato alle offerte fatte a Demetra, dea della terra, durante i misteri Eleusini.

Agli albori del Cristianesimo, queste frittelle rituali si sarebbero state poi trasformate in doni alla Madonna, cucinati per invocarne l’intervento sulla buona riuscita dei raccolti.

La preparazione di questo dolce non è molto semplice, ma vi garantiamo che il risultato finale sarà sensazionale. Ecco la nostra ricetta delle squisite cartellate al vincotto.

Ingredienti

 

  • 500 gr di farina bianca
  • 100 gr di vino bianco
  • 100 gr di olio extravergine d’oliva pugliese
  • 1/2 litro di vincotto
  • acqua tiepida q.b.
  • sale q.b.

Preparazione

Riscaldare l’olio con il vino bianco, si consiglia la Verdeca, in un tegame con un pizzico di sale; su un piano di lavoro impastare l’olio e il vino intiepiditi con l’acqua necessaria e la farina fino ad ottenere una pasta liscia, soda ed elastica; lasciarla riposare coperta da un panno per circa mezz’ora.

Stendere la pasta fino a renderla molto sottile e ritagliare con la rotella dentellata delle strisce lunghe 50 cm e larghe 3 cm. Pizzicare le strisce e formare delle rosette: partire dall’estremità e arrotolare le strisce su se stesse pizzicando i bordi per farle aderire meglio; queste si lasciano riposare e asciugare per una notte intera prima di friggerle.

Preparare un tegame largo e alto con abbondante olio bollente e immergere le cartellate per 1-2 minuti fino a quando iniziano a diventare di colore dorato. Scolare e assorbire l’olio in eccesso su fogli di carta assorbente da cucina e far raffreddare all’aria aperta per 10-20 minuti. Riscaldare in un tegame il vincotto per renderlo meno denso e intingere le cartellate che devono essere ben ricoperte e impregnate dal composto.

Un bicchiere di buon vino dolce, una calda coperta di lana e il dolce sapore delle cartellate al vincotto renderanno le vostre serate invernali indimenticabili.

Fonte: Puglia.com