FOGGIA – La protesta contro il caro carburanti in Capitanata resta alta e le istituzioni invitano a evitare ogni escalation. Nella mattinata di giovedì 15 ottobre, il questore di Foggia, Alfredo Fabbrocini, ha raggiunto il presidio degli agricoltori, olivicoltori e autotrasportatori nei pressi del casello autostradale di Poggio Imperiale, chiedendo ai manifestanti di mantenere la mobilitazione pacifica e di evitare eccessi. Il questore ha invitato agricoltori, olivicoltori e autotrasportatori a mantenere la protesta entro i limiti della tranquillità, evitando comportamenti che possano alimentare tensioni o mettere a rischio la sicurezza. All’incontro hanno partecipato anche alcuni sindaci del territorio. I manifestanti hanno assicurato la volontà di proseguire pacificamente la mobilitazione. La visita si inserisce nell’attività di monitoraggio delle forze dell’ordine, impegnate a conciliare il diritto di manifestare con la tutela della circolazione e dei servizi essenziali.
Disagi per carburanti e distribuzione
Al quinto giorno di protesta la situazione in Capitanata è diventata particolarmente delicata: diversi distributori risultano senza carburante, mentre si registrano lunghe code negli impianti ancora riforniti e difficoltà nell’approvvigionamento delle merci destinate ai supermercati. La mobilitazione interessa anche Vieste, oltre ai presidi di Poggio Imperiale e Candela. Al centro della protesta ci sono il costo del gasolio agricolo, indicato dagli operatori oltre 1,60 euro al litro, e la crisi del comparto olivicolo, con quotazioni dell’olio extravergine che rischiano di non coprire i costi di produzione. Nei giorni scorsi, inoltre, la Prefettura ha convocato il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, richiamando l’attenzione su episodi pericolosi segnalati durante la mobilitazione e ribadendo la necessità di garantire il transito dei mezzi con merci deperibili, dei trasporti urgenti e dei servizi essenziali. Le richieste dei manifestanti saranno trasmesse al Governo. Il confronto con il questore rappresenta dunque un ulteriore passaggio nella gestione di una protesta che coinvolge ormai diverse aree della provincia. Resta centrale la richiesta degli operatori di ottenere interventi concreti contro il caro carburanti e i costi di produzione, mentre le autorità puntano a evitare che i disagi per cittadini e imprese compromettano la sicurezza pubblica.
