Mentre i telegiornali nazionali continuano a ignorare il problema o a dedicare solo pochi secondi a quello che è diventato un vero dramma economico e sociale, in Capitanata e in tutta la Puglia la situazione è ormai insostenibile. Agricoltori, autotrasportatori, lavoratori pendolari, famiglie e imprese sono allo stremo. A peggiorare il quadro si aggiunge la speculazione di alcuni distributori che stanno approfittando della crisi per arricchirsi sulle spalle dei cittadini.

A sollevare la questione con forza è Mimmo Longo, vice commissario provinciale dell’UDC, che chiarisce subito come non si tratti di una battaglia politica di parte: “Non è una questione di destra o di sinistra, non c’entra il tifo di partito e non è un attacco a questo o quel Governo. Qui parliamo di una necessità vitale per far sopravvivere le famiglie e l’economia del nostro territorio. Se non s’interviene subito, si va dritti verso il baratro”.

Longo boccia senza mezzi termini gli interventi di facciata. “Quando diciamo che il prezzo del carburante deve scendere, non chiediamo elemosine o riduzioni ridicole di 5 o 6 centesimi, che suonano solo come una presa in giro. Un prezzo davvero sostenibile per il gasolio non dovrebbe superare 1,60 euro al litro. Sarebbe già una cifra alta, ma almeno rappresenterebbe un tetto massimo da cui ripartire”.

Per questo motivo, l’esponente dell’UDC si rivolge direttamente al Presidente e al Consiglio Regionale della Puglia, oltre che al Presidente e al Consiglio Provinciale di Foggia. Pure sapendo che la Provincia non ha competenze dirette sui prezzi o sulle sanzioni, Longo sottolinea l’importanza che l’ente si faccia carico del problema e promossa azioni concrete a difesa del territorio.
Tra le richieste avanzate c’è la convocazione straordinaria delle assemblee istituzionali, da svolgere anche in una seduta aperta al Prefetto e alle autorità competenti. I punti principali proposti sono tre: un protocollo d’intesa con Guardia di Finanza e Antitrust per individuare e punire chi specula sui prezzi; verifiche immediate sulla corretta esposizione dei prezzi e sui margini applicati lungo strade e autostrade; una proposta condivisa da inviare ai ministeri competenti per pretendere un calmieramento reale e fissare un tetto massimo al gasolio a 1,60 euro al litro.

“La gente lavora ogni giorno per portare il pane a casa, non per regalare i propri risparmi a chi specula sulla crisi”, conclude Mimmo Longo, invitando tutti a condividere questo appello per far sentire la voce del territorio ai consiglieri regionali e provinciali.
