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Carbonchio ematico, due focolai in Capitanata: scattano vaccinazioni e misure di sicurezza

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FOGGIA – Due focolai di carbonchio ematico sono stati accertati in aziende zootecniche nei territori di San Giovanni Rotondo e San Marco in Lamis. A confermarli è stato l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Puglia e Basilicata, sede di Foggia, sulla base degli accertamenti effettuati dopo le segnalazioni del Servizio veterinario dell’ASL Foggia. L’Azienda sanitaria ha attivato le misure di profilassi previste per contenere il rischio di diffusione della malattia, tutelare la salute pubblica e proteggere il patrimonio zootecnico del territorio.

Il carbonchio ematico, conosciuto anche come antrace, è una malattia infettiva causata dal batterio Bacillus anthracis, che colpisce soprattutto bovini, ovini e caprini. Il microrganismo può produrre spore molto resistenti nell’ambiente, capaci di contaminare terreni e pascoli e di rappresentare un rischio anche per l’uomo. Tra le misure disposte dalla Regione Puglia è prevista la vaccinazione obbligatoria degli animali presenti negli allevamenti situati entro un raggio di cinque chilometri dai focolai accertati. L’ASL invita inoltre allevatori e proprietari di aziende zootecniche a segnalare immediatamente ai Servizi veterinari qualsiasi carcassa di animale sensibile alla malattia o la comparsa di sintomi sospetti.

Particolare attenzione è richiesta nella gestione degli animali morti. È vietato aprire, sottoporre ad autopsia o scuoiamento le carcasse, perché il contatto con l’aria può favorire la formazione e la diffusione delle spore, aumentando il rischio di contaminazione ambientale. La gestione e lo smaltimento devono avvenire sotto la supervisione dei Servizi veterinari e nel rispetto della normativa vigente sui sottoprodotti di origine animale non destinati al consumo umano. Il contagio nell’uomo può verificarsi attraverso il contatto con animali infetti, sangue e tessuti contaminati, l’inalazione di spore o il consumo di carne proveniente da animali malati. Negli animali, invece, l’infezione può essere contratta ingerendo erba, foraggio o acqua contaminati

Il mancato rispetto degli obblighi di segnalazione e le operazioni non autorizzate di gestione o abbandono delle carcasse possono comportare sanzioni amministrative e penali, secondo quanto previsto dalle disposizioni vigenti. L’ASL Foggia ha trasmesso le indicazioni sulle misure di profilassi e sulle procedure di smaltimento alla Regione Puglia, ai Comandi di Polizia Locale, ai Carabinieri Forestali, alle altre forze dell’ordine e alle associazioni di categoria, affinché le disposizioni siano diffuse e applicate sul territorio.

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