Cagiano: solidarietà agli studenti di Medicina, dalla ministra Bernini parole inaccettabili

FOGGIA – Sulle contestazioni avvenute durante il raduno di Fratelli d’Italia, Atreju, e sulle difficoltà che stanno vivendo migliaia di studentesse e studenti del semestre filtro di Medicina, interviene Mario Cagiano, consigliere comunale di Foggia del Partito Democratico.
«Esprimo la mia piena solidarietà alle studentesse e agli studenti di Medicina che hanno legittimamente provato a dare voce all’ansia e alla profonda incertezza che stanno vivendo in queste settimane, ricevendo in risposta scherno e delegittimazione da parte della ministra Anna Maria Bernini. Di fronte a richieste fondate di chiarimento e a un disagio evidente, le parole della ministra – che ha ironizzato sugli studenti definendoli “comunisti” e “politicizzati” – sono apparse fuori luogo e inaccettabili. Un Governo serio si assume la responsabilità delle proprie scelte, non deride chi chiede risposte sul proprio futuro», dichiara Cagiano.
E aggiunge: «Il sistema di ammissione a Medicina crea problemi da troppi anni e la modalità attuale non rappresenta alcun miglioramento rispetto al già deludente precedente quiz su più argomenti. La ministra Bernini ha scelto di sperimentare sulla pelle di questi ragazzi e delle loro famiglie un modello sbagliato in partenza, le cui criticità sono oggi confermate anche dai numeri».
Secondo i report ufficiali relativi alle prove già svolte, infatti, solo tra il 10% e il 15% degli studenti è riuscito a superare tutti e tre gli esami – per proseguire è necessario ottenere almeno 18 in Chimica, Fisica e Biologia – e appena il 10% circa ha raggiunto la sufficienza in tutte le materie.
Il vicesegretario cittadino del Partito Democratico prosegue: «Le notizie di queste ore, secondo cui anche chi non ha raggiunto la sufficienza in tutte le prove potrà proseguire il percorso recuperando crediti, sembrano una pezza messa all’ultimo minuto. Una correzione improvvisata che suona come un’ammissione implicita degli errori di questo sistema. Ma gli studenti non hanno bisogno di rattoppi: hanno bisogno di riforme vere, strutturali, pensate prima e non dopo».
«Specie in una città come Foggia – sottolinea Cagiano – che vive una carenza strutturale di medici, emersa in maniera drammatica durante il biennio Covid e aggravata negli anni successivi. Nel nostro territorio sono circa 900 le studentesse e gli studenti iscritti al semestre filtro di Medicina e Odontoiatria. Un percorso partito l’8 settembre 2025, con attività interamente in presenza presso la Città del Cinema, che ha messo in luce tutta l’inefficienza di questo sistema». Ciononostante è doveroso sottolineare che l’Università di Foggia è oggi un’eccellenza nazionale: prima al Sud per la Facoltà di Medicina. «Un risultato fantastico reso possibile anche grazie allo sforzo straordinario dell’assessore regionale alla Sanità Raffaele Piemontese e al sostegno concreto della Regione Puglia, che solo per le Scuole di Specializzazione mediche ha stanziato, negli ultimi anni, oltre 18 milioni di euro per aumentare le borse di studio e offrire a più giovani la possibilità di diventare medici specialisti. Questo investimento pubblico va tutelato e valorizzato: non può essere vanificato dall’assenza di una visione nazionale, di un supporto strutturale e di una strategia seria sul futuro della formazione dei nostri medici».
«L’instabilità generata – conclude – ha colpito soprattutto molte studentesse e molti studenti della provincia che, insieme alle loro famiglie, non hanno potuto programmare l’affitto di un alloggio per l’intero anno accademico, con il concreto rischio di vedere interrotto il percorso universitario dopo pochi mesi. Una riforma a costo zero che ha finito per aggravare le difficoltà logistiche legate alla disponibilità dei posti nelle aule, scaricando ancora una volta il peso di queste scelte folli su atenei e studenti. La politica ha il dovere di stare dalla loro parte: a queste ragazze e a questi ragazzi dobbiamo rispetto, ascolto e risposte serie».

