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“Ricordi di guerra”: la Biblioteca Provinciale di Foggia celebra la Giornata della Memoria

Mercoledì 27 gennaio 2016, alle 10, alla Biblioteca provinciale di Foggia “La Magna Capitana” si terrà un incontro speciale, in occasione della Giornata della Memoria, la giornata mondiale che rievoca i crimini del nazismo nei campi di concentramento. Nell’Auditorium di viale Michelangelo sarà presentato il libro Alessandro Santoro. Ricordi di Guerra. Conflitto e morale nelle riflessioni di un intellettuale, a cura di Nicola Palombaro.

Si tratta di un numero monografico di Abruzzo Contemporaneo, la rivista di storia e scienze sociali dell’Istituto Abruzzese per la Storia della Resistenza e dell’Italia Contemporanea. Il testo raccoglie il diario inedito di Santoro, originario di Deliceto, scomparso nel 1972, internato miliare italiano nei campi di concentramento di Polonia, Grecia e Russia.

All’incontro, organizzato dalla Biblioteca Provinciale di Foggia con i Lions Club Foggia Host, interverrà anche la figlia di Alessandro, Cinzia Santoro, docente di Filosofia e Storia, giornalista pubblicista, impegnata in attività artistico-culturali in campo musicale e letterario, che insieme alla madre Anna ha raccolto il diario del padre e lo ha affidato al curatore, per rendere testimonianza di una pagina buia della storia recente del nostro Paese. Sono stati oltre seicentomila, infatti, gli internati militari italiani (IMI) nei campi di concentramento durante la seconda guerra mondiale.

Trasferitosi ancora ragazzo a Roccaraso, Santoro compì i suoi studi liceali e universitari tra Napoli e Roma. Insegnò materie letterarie, pedagogia e filosofia in prestigiosi licei fra Foggia, Lucera, Chieti, Roma e Pescara. Con decreto del Presidente della Repubblica, nel 2006 gli fu conferita la medaglia d’onore, un riconoscimento ai cittadini italiani, militari e civili, deportati e internati nei lager nazisti.

Traspare in tutte le pagine del memoriale la formazione umanistica di Santoro, che non si limita a rendere conto della dura condizione di internato, fornendo un contributo storiografico di grande rilevanza, ma si interroga sui valori più profondi dell’uomo, attraverso citazioni, rimandi, considerazioni di vari autori, da Leopardi a Isocrate, da Prodico a Dostoevskij, passando per lo scrittore turco Yacub Kadri. Insomma, i rinvii all’interno del testo non sono soltanto classici, ma attingono alla letteratura contemporanea ed extraeuropea.

Il tentativo non dichiarato è quello di superare i confini individuali del racconto diaristico, per avviare una riflessione più profonda sul senso collettivo della vita, come valore comune, etico e morale, appunto, da preservare e da tramandare. In questa direzione va anche l’accurato lavoro storiografico del curatore, che ha confezionato il diario in forma saggistica, corredandolo di numerose note e di una ricca bibliografia.

Redazione

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