Bari, la Fondazione Tatarella inaugura l’Emeroteca dedicata a Giuseppe Prezzolini

BARI – La Fondazione Tatarella inaugura giovedì prossimo, 29 gennaio 2026 alle ore 18.00, nella propria sede di Bari in Via Piccinni, l’Emeroteca dedicata a Giuseppe Prezzolini. All’iniziativa interverranno Marco Bascapè, Soprintendente archivistico e bibliografico della Puglia, Fabrizio Tatarella, Vicepresidente della Fondazione Tatarella, Paolo Pagliaro, Presidente del Gruppo di Fratelli d’Italia alla Regione Puglia e Gennaro Sangiuliano, già ministro della cultura e Presidente del Gruppo di Fratelli d’Italia alla Regione Campania. Modera il giornalista Michele De Feudis.

Il Fondo Emeroteca della Fondazione Tatarella comprende 366 testate, molte delle quali oggi introvabili, e copre un arco cronologico compreso dal 1879 sino al 1997, cui si aggiunge un significativo numero di periodici allegati al carteggio dell’Archivio Tatarella. riordinato ed inventariato. Tra le testate consultabili figurano il “Secolo d’Italia” (numerose annate dagli anni ’50 agli anni ’90 interamente rilegate), “Il Borghese”, (dagli anni ’50 fino alla fine), “Puglia d’oggi”, interamente rilegato dagli anni ’60 fino alle fine, e “Il Roma”, “Millennio”, “Centrodestra”, “Puglia Tradizione”, “Repubblica Presidenziale”, tutte dirette da Tatarella, “Charta Minuta” di Adolfo Urso, “L’Italia Settimanale” di Marcello Veneziani, “Ideazione” di Mimmo Mennitti, solo per citarne alcune.

Giuseppe Prezzolini, padre del conservatorismo italiano e riferimento culturale centrale per Pinuccio Tatarella – che già ai tempi del MSI fondò a Bari l’istituto Prezzolini – rappresenta una figura cardine della cultura del Novecento. Con lui nasce la figura dell’intellettuale moderno, immerso nelle contraddizioni della società di cui è allo stesso tempo testimone e protagonista. Le avanguardie del primo Novecento, l’esperienza della “Voce”, la più importante rivista culturale del secolo, la Grande Guerra, la nascita del fascismo, la Seconda guerra mondiale, il dopoguerra: Prezzolini ha attraversato la vita culturale e politica italiana. Amico di Papini e Longanesi, ma anche di Amendola, Croce e Gentile, è stato il maestro di Montanelli e della Fallaci. Anarchico, ma conservatore, ha fatto della libertà la sua religione e della sua vita un romanzo rigorosamente vero. ( foto https://www.huffingtonpost.it/cultura)

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