ATAF, Angiola e Cicconetti: «L’incontro con il prefetto sia la svolta. Servono autisti e un piano industriale»
Cambia attacca l’amministrazione Episcopo e i vertici aziendali: «Impegni disattesi, carenza di personale e corse soppresse. Lavoratori e cittadini hanno già pagato abbastanza»

FOGGIA – L’incontro con il prefetto, fissato per il 27 ottobre alle ore 10, deve segnare una svolta nella vertenza ATAF. È la richiesta di Nunzio Angiola, consigliere comunale di Foggia e segretario provinciale del movimento civico Cambia, e di Antonio Cicconetti, dirigente dello stesso movimento, che chiedono all’amministrazione comunale e ai vertici dell’azienda di trasporto pubblico risposte concrete su organizzazione, personale e qualità del servizio.
«Non è più tollerabile trascinare questa vertenza tra rinvii, documenti insufficienti e impegni disattesi. I lavoratori non possono essere umiliati e i cittadini non possono continuare a pagare il prezzo di una gestione inadeguata», dichiarano i due esponenti, sollecitando decisioni, documenti e scadenze verificabili.
Tra le principali criticità denunciate c’è l’assenza di un vero piano industriale. La bozza approvata nel 2024, secondo Angiola e Cicconetti, era composta da appena quattro pagine, senza dati economici e finanziari, investimenti, fabbisogni di personale e obiettivi misurabili. Una proposta giudicata insufficiente dai sindacati e mai tradotta in una programmazione concreta. I due esponenti ricordano inoltre la bocciatura, da parte della maggioranza, di un loro emendamento al Documento unico di programmazione che avrebbe impegnato le società partecipate comunali a dotarsi di un piano industriale.
Altro nodo è l’accordo aziendale di secondo livello. Il 15 settembre 2025, al termine di una procedura di raffreddamento, sindacati, amministrazione comunale e vertici aziendali sottoscrissero un verbale che prevedeva miglioramenti normativi ed economici per i dipendenti. La bozza arrivata il 22 settembre 2026, dopo mesi di solleciti, sarebbe stata respinta dalle organizzazioni sindacali perché non coerente con gli impegni assunti. «La sindaca e gli altri firmatari devono spiegare che valore attribuiscono alla propria firma», sottolineano Angiola e Cicconetti.
Sul fronte organizzativo, Cambia propone una direzione generale con competenze ed esperienza nel trasporto pubblico, capace di coordinare personale, servizio, investimenti ed equilibri economici, superando l’attuale frammentazione delle responsabilità.
La questione più urgente resta però la carenza di autisti. Dieci dipendenti sono già andati in pensione o sono prossimi a farlo, mentre il movimento richiama anche la perdita di un lavoratore. Angiola e Cicconetti chiedono quindi di chiarire perché non si proceda allo scorrimento delle graduatorie ancora valide, a partire da quella del concorso svolto durante la gestione commissariale. «Quale ragione giustificherebbe un nuovo concorso, con altri costi e altri tempi, quando ci sono già candidati risultati idonei?», domandano.
I due esponenti contestano inoltre le priorità contenute nella proposta di nuovo organigramma della sindaca, che prevederebbe quattro assunzioni nell’area amministrativa e progressioni parametrali. Secondo Cambia, la priorità deve essere garantire il personale necessario a effettuare le corse e assicurare condizioni di lavoro sostenibili.
La denuncia riguarda anche le numerose linee e corse soppresse nell’ultimo anno, con ricadute su studenti, lavoratori, anziani e cittadini che utilizzano gli autobus per raggiungere i servizi essenziali. «È inaccettabile che il servizio arretri mentre non si dà una risposta tempestiva alla carenza del personale di guida», affermano.
Infine, Angiola e Cicconetti chiedono chiarezza sui ritardi nella documentazione necessaria al rinnovo dell’affidamento in house del trasporto pubblico locale, sollecitando un quadro preciso degli atti predisposti, degli adempimenti ancora mancanti e delle relative scadenze.
In vista dell’incontro in Prefettura, la richiesta di Cambia è dunque un’agenda precisa: un piano industriale con dati verificabili, il rispetto degli accordi sottoscritti, una guida aziendale adeguata, un programma di assunzione degli autisti attraverso lo scorrimento delle graduatorie e il completamento degli atti necessari per l’affidamento in house.
«Chi ha il potere di decidere deve rispondere anche dei ritardi e delle decisioni mancate. Lavoratori e cittadini hanno già pagato abbastanza», concludono Angiola e Cicconetti.

