Cronaca

Assalto al portavalori sull’A14, la Procura di Ancona: «Una rete tra i gruppi criminali del Foggiano»

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ANCONA – Dietro il tentato assalto al portavalori della Mondialpol, messo a segno nell’ottobre 2025 lungo l’A14 a Porto Recanati, ci sarebbe stato un accordo operativo tra esponenti di diversi gruppi criminali della provincia di Foggia. È quanto emerge dall’ordinanza cautelare del Gip di Ancona, che ricostruisce l’organizzazione del colpo e ipotizza, tra le contestazioni, anche l’aggravante mafiosa. L’obiettivo del commando era un carico di denaro vicino ai 3 milioni di euro. Per portare a termine l’assalto sarebbero state utilizzate armi da guerra, esplosivi e dispositivi destinati a bloccare la circolazione dei mezzi. Tra gli elementi ritenuti significativi dagli inquirenti c’è soprattutto la provenienza differenziata dei partecipanti. Nell’ipotesi investigativa, infatti, il gruppo avrebbe messo insieme soggetti legati a realtà criminali di Cerignola, Foggia e del Gargano, ciascuna con un proprio ruolo.

Dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia richiamate nell’ordinanza emergerebbe un sistema nel quale i grandi assalti ai portavalori non sarebbero stati iniziative esclusivamente individuali. Le batterie interessate avrebbero dovuto ottenere l’autorizzazione dei gruppi ritenuti egemoni a Cerignola, ai quali sarebbe spettata anche una parte del bottino. Il denaro ricavato dagli assalti, secondo la ricostruzione accusatoria, sarebbe stato successivamente destinato a nuovi investimenti criminali, dall’acquisto di droga alla disponibilità di attività e beni utilizzabili per il riciclaggio.

Un ruolo specifico viene attribuito nell’inchiesta anche ad alcuni soggetti dell’area garganica. Tra questi figura Luigi Ferro, indicato come vicino al gruppo Lombardi-Scirpoli-La Torre. La sua presenza, secondo gli investigatori, sarebbe collegata alle competenze necessarie per organizzare materialmente operazioni particolarmente complesse, comprese quelle relative alla guida dei mezzi e alla fase esecutiva degli assalti. Nella ricostruzione compare inoltre Andrea Baratto, ritenuto vicino alla batteria Moretti-Pellegrino-Lanza della Società Foggiana. L’elemento che emerge dall’inchiesta è dunque quello di una criminalità organizzata capace di mettere temporaneamente in comune uomini e risorse appartenenti a gruppi diversi, soprattutto quando l’obiettivo è un’operazione dall’elevato ritorno economico.

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