Assalti a blindati, sgominata la banda cerignolana

Operazione all’alba contro una presunta organizzazione criminale specializzata negli assalti ai furgoni portavalori. I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando provinciale di Bari hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di sette persone, emessa dal Gip del Tribunale di Bari su richiesta della Direzione distrettuale antimafia. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere, rapina aggravata dal metodo mafioso e altri reati connessi all’attività del gruppo.

Secondo gli investigatori, il sodalizio, con base operativa a Cerignola, era in grado di organizzare assalti ai blindati con una struttura quasi militare, disponendo di auto rubate, armi da guerra ed esplosivi. Al centro dell’inchiesta c’è la rapina del 6 novembre 2024 sulla statale 96, nei pressi di Toritto, quando il commando aprì il fuoco con fucili Kalashnikov contro un portavalori che trasportava circa un milione di euro. L’esplosione utilizzata per aprire il mezzo distrusse parte del denaro, rendendo impossibile quantificare con precisione il bottino.

Tra gli episodi contestati figura anche il furto di quattro autobus di linea avvenuto a Ostuni nell’aprile 2025, che, secondo l’accusa, sarebbero dovuti servire per bloccare le strade e rallentare l’intervento delle forze dell’ordine durante future rapine. Nel corso delle indagini sono state inoltre sequestrate sette auto di provenienza illecita, nascoste in un autoparco di Trinitapoli.

L’inchiesta, sviluppata attraverso intercettazioni, servizi di osservazione e le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, ha fatto emergere anche una rete di presunte complicità sul territorio. Nell’inchiesta compare anche il nome dell’ex sindaco di Cerignola, Antonio Giannatempo, medico in pensione. L’ex primo cittadino non è stato arrestato, ma risulta indagato a piede libero esclusivamente per l’ipotesi di favoreggiamento. Secondo l’accusa, avrebbe consentito ad alcuni familiari di un presunto componente della banda, ricoverato in ospedale, di accedere alla struttura oltre gli orari consentiti per le visite, raccomandando loro di comunicare soltanto per iscritto e di evitare qualsiasi conversazione

L’aspetto più significativo del provvedimento riguarda la contestazione, per la prima volta in un’indagine di questo tipo, dell’aggravante del metodo mafioso. Per la Dda di Bari, infatti, la pianificazione degli assalti, l’impiego di numerosi uomini, armi da guerra, esplosivi e tecniche operative di tipo paramilitare rappresentano gli elementi distintivi della criminalità organizzata cerignolana, ormai considerata un vero e proprio punto di riferimento nazionale negli assalti ai portavalori.

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