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Asl Foggia: “Carenza di protezioni per i sanitari”. Tutte le misure intraprese contro il CoVid-19

Foggia – “Rimane una carenza oggettiva di dispositivi. Si sta provvedendo a richiedere ulteriori rifornimenti per approvvigionare, in ordine di priorità, tutti i servizi aziendali”.

Così la Asl di Foggia denuncia la mancanza di mascherine, tute, guanti e di misure protettive per il personale medico, tecnico ed infermieristico che in queste ore sta contrastando, non senza difficoltà, il contagio da Coronavirus.

Al momento sono 33 i casi positivi registrati in provincia di Foggia e decine e decine i tamponi – fortunatamente negativi – analizzati dal policlinico foggiano.

Intanto è convocato in via permanente il Gruppo Operativo per la prevenzione e la sorveglianza dell’infezione da Coronavirus, costituito nell’ambito del Comitato di Crisi Aziendale e coordinato dal Direttore Generale: sono state destinate 8 unità da dedicare alle attività di sorveglianza attiva delle persone che si trovano in isolamento nelle proprie abitazioni e sono stati assunti 30 infermieri presi dalla graduatoria in atto.

Misure straordinarie per San Marco in Lamis, dove per assicurare percorsi protetti nelle attività di esecuzione dei tamponi sono state montate dalla protezione civile ben due tensostrutture nel parcheggio del PTA, così da garantire agli “operatori sanitari che effettuano i tamponi a domicilio due percorsi separati, uno decontaminato e uno contaminato”.

La Asl spiega: “Gli operatori, in pratica, indossano i Dispositivi di Protezione Individuali (D.P.I.) all’interno del percorso decontaminato.

A bordo dell’ambulanza dedicata, poi, raggiungono l’abitazione della persona da sottoporre a tampone. Successivamente tornano alle tensostrutture per consegnare il test. In questo caso l’operatore che ha materialmente effettuato il tampone viaggia nella parte posteriore dell’ambulanza.

All’arrivo alle tende, il tampone viene consegnato e successivamente portato al laboratorio di riferimento. L’operatore, quindi, si libera dei dispositivi di protezione nella zona contaminata ed è pronto per riprendere le attività”. La sanificazione degli ambienti è costante.

La direzione strategica della Asl, però, continua a combattere contro la carenza di dispositivi di protezione per i sanitari: “L’unità di crisi continua a lavorare alacremente per mettere in sicurezza non solo la popolazione, ma anche i lavoratori che sta rifornendo di dispositivi per la sicurezza nonostante le difficoltà di reperimento delle scorte, registrate su tutto il territorio nazionale”.

Ad essere costantemente riforniti di kit (dopo ogni utilizzo) sono: tutti gli operatori dei tre Pronto Soccorso e delle strutture ospedaliere dedicate all’emergenza come Pneumologia e Rianimazione-Terapia Intensiva; gli SCAP (Servizio di Consulenza Ambulatoriale Pediatrico); le 45 Postazioni di Emergenza Territoriale 118; le 5 Postazioni Medicalizzate Fisse (ex P.P.I.T.); le 60 sedi di continuità assistenziale; le 3 “ambulanze dedicate”, i Medici di Medicina Generale, i Pediatri di Libera Scelta.

Nel frattempo sono state individuate iniziative volte a contenere il rischio contagio e sono stati sospesi i ricoveri programmati sia medici che chirurgici presso gli ospedali di San Severo, Cerignola e Manfredonia, così come sono state sospese le visite ambulatoriali, gli esami strumentali diagnostici e l’attività intramoenia.

Al contrario, sono consentiti ricoveri d’urgenza e quelli oncologici. È stata disposta la limitazione temporanea dell’afflusso dei visitatori in tutte le strutture sanitarie dell’ASL di Foggia.

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